Enguany la Comissió Tècnica d'Espeleologia Subaquàtica de la Federació Catalana d'Espeleologia organitza un nou seminari tècnic d'espeleosub, aquest cop dedicat a Models Descompressius i Estratègies Descompressives, el qual es durà a terme el dissabte 17 d'abril a les instal.lacions de l'Escola Catalana de l'Esport a Esplugues de Llobregat (al mateix lloc que els altres anys).
10/3/10 12:10:00,
Grotta Pinta - Cunicoli - Poggio Mirteto - RI »»
Un'escursione per vedere due cunicoli, uno conosciuto per la presenza di incisioni l'altro trovato durante il percorso per raggiungere una grotta di attraversamento scavata dall'acqua tra un interstrato di tufo e travertino. Il primo cunicolo visitato presentava delle forme geometriche incise lungo le pareti e il nome di colui che le aveva visitate in epoca recente. Una nuova cavità artificiale , inividuata durante il percorso, già frequentata, viene interpretata come cavità di rifugio. La grotta, detta "grotta pinta" dalla zona in cui si trova (grotte pinte) è una cavità di attraversamento. L'acqua scorrendo su di un pinoro soprastante (Contrada Carbone) si è scavata una galleria, sempre di interstrato, per ricongiungersi con un fosso più in basso. Lo scorrimento dell'acqua mette in evidenza un suolo di travertino. Partecipanti: Tullio Dobosz, Silvia Mogliazza, Maria Piro, Giovanni Mecchia, Stefano Mecchia, Giorgio Pintus
Per raggiungere le cavità bisogna farsi largo tra la vegetazione, prncipalmente composta da rovi
10/3/10 11:42:00,
Delle uscite in grotta e delle relazioni »»
Una scrupolosa e difficilissima ricerca negli archivi del gruppo ha riportato alla luce la relazione di un'uscita nella grotta Capura. Soffiata via la polvere dal foglio, ecco cos'è stato trovato scritto...
RELAZIONE USCITA IN CAPURA 22/07/2007
MATERIALE: materiale speleo personale, no corde, no attacchi, no cibo, no voglia, 1 brocca di demenza.
PARTECIPANTI DEL GSP: John, Jean, Anna, Piromane, Damigiana da 15 litri di rosso
Padova ore 20:00 Arriva l?Anna in macchina, con sua madre e rimane subito colpita da questa scena emblematica formata da tre speleo seduti intorno ad una damigiana che provano ad innescare con un tubo una cascata del dolce nettare, mentre sui balconi di via Pescarotto si ammirano alcuni esseri umani dal dubbio sesso che ti richiamano ai loro appartamenti, dai quali fuoriescono rantoli animaleschi e spaventosi. Con un rostro autocostruito arpioniamo la macchina dell?Anna, che già sgommava sulla via di fuga e costringiamo sua madre a fermare il mezzo. Preleviamo la longilinea speleologa e spieghiamo al genitore, con la precisione dell?ebrezza, la nostra destinazione. Lasciando erroneamente la donna con la convinzione di essere diretti a Cartura, nella bassa Padovana, ci inscatoliamo tutti e cinque nei tre posti del furgone e partiamo in direzione Capura, nei Colli Berici.
Luogo ignoto ore 21:00 Sbagliamo strada così tante volte che ci ritroviamo su quella giusta. Andrea sfonda il terzo posto di blocco dei carabinieri, che tentano di fermarci da mezz?ora, avendo notato che la cabina passeggeri del furgone è così piena di cose e persone da sembrare un quadro di Picasso.
Fosso ore 21:30 Andrea va fuori strada con il furgone.
Colli Berici ore 22:00 Inspiegabilmente raggiungiamo la fattoria dove dobbiamo lasciare il mezzo e subito cediamo all?irresistibile idea di intrecciare dei cerchi nel grano per simulare un atterraggio alieno. Poi raccogliamo il materiale e schiamazziamo mentre passiamo di fronte alla casa: avendo avvertito il fattore nel pomeriggio della possibilità di schiamazzi durante la nostra uscita, ci è sembrato obblighevole mantenere la promessa.
Ingresso cava ore 23:00 All?ingresso della cava che contiene a sua volta l?ingresso della Capura, John ha una visione del papa che gli indica la strada corretta da seguire.
Ingresso Capura ore 23:30 Grazie a Benedetto arriviamo all?inizio di quella bestemmia pietrificata che è la Capura, un meandro di un paio di centinaia di metri, con cinque o sei strettoie da cui bisogna estrudersi per arrivare alla sala finale. Lasciamo aspettare il nostro compagno dal nome altisonante ?damigiana da 15 litri di rosso? all?ingresso di una grotta che non fa per lui e ci insinuiamo nel primo sinuoso tratto di fessura.
Metà strada ore 23:50 Vedendo l?Anna guizzare tra le strettoie aiutata dalla sua piccola mole, Andrea mi ricorda ciò che pensa in merito a Gesù Cristo.
Tre quarti di strada ore 24:00 L?Anna paga per il meteorismo di Andrea. John infila la testa dentro una nicchia e scopre una piccola saletta con un rivolo d?acqua che più in basso si getta in una pozza, mentre osserva pensieroso, mi informa che il posto è sicuramente inesplorato e senza dubbio più fondo di sessanta metri, si arroga quindi il diritto di cambiare nome della grotta in Abisso Scorèsa, in memoria del meteorismo di Andrea.
Sala finale ore 24:10 Dimenticandoci dell?esistenza di un comodo by-pass, imbocchiamo tutti la temibile strettoia finale: dalle dimensioni di un furetto e mezzo, questa strettoia sbuca fuori nel pavimento della sala e rappresenta il punto in cui vengono convogliate tutte le acque della grotta. Mentre passavamo uno ad uno notai la gente prendersela di volta in volta con santi ed entità diverse a seconda del problema che incontravano e subito mi resi conto della possibilità di studiare il fenomeno a fini scientifici tirando Andrea per le gambe nel punto più critico del passaggio. Mangiamo e fumiamo, non vedendo arrivare John, notiamo che da tre quarti d?ora era incastrato nella strettoia sotto un vivace getto d?acqua. Andrea fa il giro dal by-pass per prenderlo da dietro, io lo prendo subito da davanti e con molta dolcezza, quasi con erotismo, lo liberiamo da quella imbarazzante situazione senza fargli il minimo graffio. (NB a distanza di anni John porterà ancora sul corpo ben visibili i segni dell?accaduto).
Ritorno ore 24:45 Più o meno è simile all?andata.
Uscita ore 1:30 Troviamo il nostro compagno ?damigiana da 15 litri di rosso? che ci aspetta con un piatto caldo, in questi momenti si rivela sempre la persona più insostituibile. Anna ormai calva si dirige saltellando verso il bosco impazzita per aver passato due ore a strisciare dietro ad Andrea. Andrea colto da demenza esplorativa prova a forzare una strettoia sulla parete opposta all?ingresso, non vedendo che usciva di nuovo nella cava dopo pochi metri di cunicolo, accortosi dell?errore, senza nessun motivo va in panico e si incastra. John sentendo una goccia cadere su una lamiera, si convince della presenza di leprecauni all?interno della cava e parte da solo nella ricerca. Io ebbi una lunga discussione con l?unico rimasto salubre, l?amico ?damigiana da 15 litri di rosso?ma alla fine svanì anche lui, da buon speleologo, nei meandri del mio corpo.
10/3/10 11:42:00,
Delle uscite in grotta e delle relazioni »»
Una scrupolosa e difficilissima ricerca negli archivi del gruppo ha riportato alla luce la relazione di un'uscita nella grotta Capura. Soffiata via la polvere dal foglio, ecco cos'è stato trovato scritto...
RELAZIONE USCITA IN CAPURA 22/07/2007
MATERIALE: materiale speleo personale, no corde, no attacchi, no cibo, no voglia, 1 brocca di demenza.
PARTECIPANTI DEL GSP: John, Jean, Anna, Piromane, Damigiana da 15 litri di rosso
Padova ore 20:00 Arriva l?Anna in macchina, con sua madre e rimane subito colpita da questa scena emblematica formata da tre speleo seduti intorno ad una damigiana che provano ad innescare con un tubo una cascata del dolce nettare, mentre sui balconi di via Pescarotto si ammirano alcuni esseri umani dal dubbio sesso che ti richiamano ai loro appartamenti, dai quali fuoriescono rantoli animaleschi e spaventosi. Con un rostro autocostruito arpioniamo la macchina dell?Anna, che già sgommava sulla via di fuga e costringiamo sua madre a fermare il mezzo. Preleviamo la longilinea speleologa e spieghiamo al genitore, con la precisione dell?ebrezza, la nostra destinazione. Lasciando erroneamente la donna con la convinzione di essere diretti a Cartura, nella bassa Padovana, ci inscatoliamo tutti e cinque nei tre posti del furgone e partiamo in direzione Capura, nei Colli Berici.
Luogo ignoto ore 21:00 Sbagliamo strada così tante volte che ci ritroviamo su quella giusta. Andrea sfonda il terzo posto di blocco dei carabinieri, che tentano di fermarci da mezz?ora, avendo notato che la cabina passeggeri del furgone è così piena di cose e persone da sembrare un quadro di Picasso.
Fosso ore 21:30 Andrea va fuori strada con il furgone.
Colli Berici ore 22:00 Inspiegabilmente raggiungiamo la fattoria dove dobbiamo lasciare il mezzo e subito cediamo all?irresistibile idea di intrecciare dei cerchi nel grano per simulare un atterraggio alieno. Poi raccogliamo il materiale e schiamazziamo mentre passiamo di fronte alla casa: avendo avvertito il fattore nel pomeriggio della possibilità di schiamazzi durante la nostra uscita, ci è sembrato obblighevole mantenere la promessa.
Ingresso cava ore 23:00 All?ingresso della cava che contiene a sua volta l?ingresso della Capura, John ha una visione del papa che gli indica la strada corretta da seguire.
Ingresso Capura ore 23:30 Grazie a Benedetto arriviamo all?inizio di quella bestemmia pietrificata che è la Capura, un meandro di un paio di centinaia di metri, con cinque o sei strettoie da cui bisogna estrudersi per arrivare alla sala finale. Lasciamo aspettare il nostro compagno dal nome altisonante ?damigiana da 15 litri di rosso? all?ingresso di una grotta che non fa per lui e ci insinuiamo nel primo sinuoso tratto di fessura.
Metà strada ore 23:50 Vedendo l?Anna guizzare tra le strettoie aiutata dalla sua piccola mole, Andrea mi ricorda ciò che pensa in merito a Gesù Cristo.
Tre quarti di strada ore 24:00 L?Anna paga per il meteorismo di Andrea. John infila la testa dentro una nicchia e scopre una piccola saletta con un rivolo d?acqua che più in basso si getta in una pozza, mentre osserva pensieroso, mi informa che il posto è sicuramente inesplorato e senza dubbio più fondo di sessanta metri, si arroga quindi il diritto di cambiare nome della grotta in Abisso Scorèsa, in memoria del meteorismo di Andrea.
Sala finale ore 24:10 Dimenticandoci dell?esistenza di un comodo by-pass, imbocchiamo tutti la temibile strettoia finale: dalle dimensioni di un furetto e mezzo, questa strettoia sbuca fuori nel pavimento della sala e rappresenta il punto in cui vengono convogliate tutte le acque della grotta. Mentre passavamo uno ad uno notai la gente prendersela di volta in volta con santi ed entità diverse a seconda del problema che incontravano e subito mi resi conto della possibilità di studiare il fenomeno a fini scientifici tirando Andrea per le gambe nel punto più critico del passaggio. Mangiamo e fumiamo, non vedendo arrivare John, notiamo che da tre quarti d?ora era incastrato nella strettoia sotto un vivace getto d?acqua. Andrea fa il giro dal by-pass per prenderlo da dietro, io lo prendo subito da davanti e con molta dolcezza, quasi con erotismo, lo liberiamo da quella imbarazzante situazione senza fargli il minimo graffio. (NB a distanza di anni John porterà ancora sul corpo ben visibili i segni dell?accaduto).
Ritorno ore 24:45 Più o meno è simile all?andata.
Uscita ore 1:30 Troviamo il nostro compagno ?damigiana da 15 litri di rosso? che ci aspetta con un piatto caldo, in questi momenti si rivela sempre la persona più insostituibile. Anna ormai calva si dirige saltellando verso il bosco impazzita per aver passato due ore a strisciare dietro ad Andrea. Andrea colto da demenza esplorativa prova a forzare una strettoia sulla parete opposta all?ingresso, non vedendo che usciva di nuovo nella cava dopo pochi metri di cunicolo, accortosi dell?errore, senza nessun motivo va in panico e si incastra. John sentendo una goccia cadere su una lamiera, si convince della presenza di leprecauni all?interno della cava e parte da solo nella ricerca. Io ebbi una lunga discussione con l?unico rimasto salubre, l?amico ?damigiana da 15 litri di rosso?ma alla fine svanì anche lui, da buon speleologo, nei meandri del mio corpo.
Mai come quest'anno, vuoi per un motivo vuoi per l'altro, la voglia di "buttarsi" in acqua è stata cosi forte anche nei mesi freddi. Forse per la curiosità di vedere i luoghi percorsi d'estate, vestiti d'inverno. Forse per la voglia di "catturare" piccoli scorci che gli ambienti invernali ti sanno regalare. Forse per la voglia di cambiare frequenza,forse anche per il bisogno di isolarsi un attimo...da suoni e rumori... come quando infili il cappuccio della muta in neoprene..Ti sembra tutto cosi ovattato,cosi distante. Ed il cappuccio sabato mattina lo abbiamo infilato...eccome! Partenza avvicinamento ore 8:00, temperatura esterna -5.
Pochi passi in salita e la temperatura sembra cambiare, ma l'aria fredda che ti graffia il viso, fa' capire che a giugno manca ancora qualche mese. La giornata è stupenda, un cielo limpido e qualche raggio di sole che si affaccia oltre i profili della valle, ci accompagna nella lenta silenziosa salita. Silenzio rotto solamente dal calpestio delle foglie secche, di curiosi caprioli che sbucano dietro tronchi per vedere chi attreversa le loro dimore. Nel minor tempo possibile saliamo e ci cambiamo.La brezzolina che scende in valle regala attimi solo per brevi chiacchere.
Partiamo e già dopo qualche passo percepiamo che dovremo stare bene attenti al sottile strato di ghiaccio che ricopre il greto del torrente...O si stà in acqua o fuori fuori. Vista la temperatura la progressione è veloce, ma non ci priviamo assolutamente del tempo per ammirare le forme, le figure, i disegni che l'acqua ed il freddo hanno deciso di fare lungo tutto il percorso. Nei soliti tempi arriviamo all'uscita, dove ci aspetta un tiepido sole che scalda le ossa.
La valle è sempre lei (Val Rua, Ponteposta, Val D'Astico), amante segreta e misteriosa,vestita di abiti diversi, affascinanti ed intriganti.Che regala sempre brevi ed intense soddisfazioni ogni volta che decidi di andarla a salutare....quello che richiede in cambio dipende solo dalla stagione. Un ammiratore. Read more...
Sabato mattina io e Alberto ( lo Zio) siamo andati in Valle dei Mercanti per proseguire il censimento delle miniere. Sempre sentito parlare di queste storiche miniere ma mai viste da vicino . Con il libro del Casolin in mano , fonte di infinite informazioni, ci siamo recati in prossimità della ex cava di caolino vicino al capitello che ricorda la rovinosa frana del 1901 che rase al suolo, nel senso che seppellì, la Contrà Mercanti. Da li abbiamo guadato il torrentello e girovagato per sterpaglie e rovi alla ricerca di una miniera che alla fine non siamo riusciti a trovare. Proseguendo il cammino tra le ruse, siamo giunti a Contrà Montenaro dove un signore ci ha indicato un pozzo tra i prati e i rovi che va giù tanto, ma anche di questo abbiamo perso ogni traccia. Con le spine tra le mani siamo risciesi al torrente e incamminati verso Contrà Tenaglia. Qui la fortuna non poteva abbandonarci e infatti al primo personaggio incontrato, abbiamo chiesto informazioni sulla miniera Arnaldo e la San Marco. La prima è completamente ostruita ma presenta un bel portale di cemento che evidenzia l'importanza avuta a suo tempo ( lunghezza di circa 400 m e collegamento con altre miniere). La San Marco, storica miniera risalente alla Repubblica Veneziana è ancora aperta e all'interno è bellissimo vedere le pareti completamente bianche di caolino. Da li abbiamo risalito la stradina fino a incontrare le due miniere ( la 24 e la 60) e un pozzo del diametro di circa 3 metri che le collegava alla Arnaldo. Entrambe di lunghezza sui 200 metri complessivi con frane che impediscono di proseguire. Siamo tornati anche in Val Riolo per censire l'ultima miniera rimasta indietro. Per ora è tutto:il censimento prosegue ma di oro e argento neanche l'ombra Matteo
Observan grandes cambios dentro de los Glaciares è il titolo dell’articolo apparso nei giorni scorsi sul sito argentino Ahora Calafate dove sono state pubblicate le foto della conferenza realizzata a fine spedizione (con proiezione di foto e video) e dove è possibile ascoltare in streaming l’intervista a Tono e Leonardo realizzata da Radio FM Dimension, la radio di El Calafate.
10/3/10 02:00:00,
The Other California: I've Seen These Mountains Somewhere Before: The Big Ripoff! »»
This is an ongoing exploration of the "Other California"; the wonderful geological places in our state that are rarely found on a postcard. After some geological distractions (like giant earthquakes in Chile and tsunamis in Hawaii), we are back on the road looking at some peaks that look strangely familiar. They're made of granitic rock, they've been subjected to exfoliation and jointing, forming the sheer cliffs and rounded peaks. The mountains here have been glaciated. Where would you think we were, if you are a dyed-in-the-wool Californian?
If you guessed the Sierra Nevada, you would be wrong. And right, too, in a sense.
We started a tour of the Klamath Mountains talking about their origin as bits and pieces of oceanic crust and continental fragments that were assembled into a complicated exotic terrane that was attached to the North American continent in Mesozoic time. We followed up by discussing the alleged presence of Sasquatch in the region (though the discussion didn't last long; the Chilean earthquake proved far more interesting as a scientific issue that week).
Today we note the striking similarities between the Klamath Mountains and the northern part of the Sierra Nevada (see the map above). Both mountain systems have rocks that are primarily metamorphic sequences that have been intruded by Mesozoic granitic rocks. The metamorphic rocks are of similar age and structure. They have been faulted in much the same way. They are, in few words, the same mountain range, at least in the origin of the rocks. Direct correlations of the complicated metamorphic sequences have been established in recent publications by the US Geological Survey.
The oddest part of the story seems to be the overall shape of the two provinces. They look as if they were bent and torn apart from each other and separated by a distance of around 60 miles. And they were, around 140-150 million years ago, in late Jurassic or early Cretaceous time. A shallow sea opened between the two landmasses, and several thousand feet of sediments were laid down on the rocks (the Hornbrook Formation). It was a huge rip-off!
By Pliocene time (4 or 5 million years ago), the region was a flat low plain, but it rose rapidly, as much as 6,000 feet, in the last few million years. Rivers coursing across the flat surface quickly incised the deep canyons that characterize the region today (small gravel remnants of the rivers can be found on some of the higher parts of the topography).
The implications of the similarity of the two provinces was not lost on the Forty-niners. Gold was mined from the metamorphic rocks of the Sierra Nevada Mother Lode, and the rocks in the Klamaths were clearly of the same origin. Gold was discovered in the Klamaths in 1848, and numerous towns sprang up soon after. The region was the second most important gold mining region in the state of California after the Mother Lode, with several million ounces of gold produced.
Esta milenaria joya del arte rupestre levantino recoge centenar y medio de figuras que reflejan la vida de nuestros ancestros . Alpera conmemora este año el centenario de su descubrimiento
EL PASO DEL TIEMPO 1910 1910 Descubrimiento de la cueva en la finca El Bosque, dado a conocer por Pascual Serrano. 1912 1912 La publicación del descubrimiento en la revista L'Anthropologie le da proyección internacional. 19241924Declarada monumento nacional. 1957 1957 La propietaria de la finca, Aurora García, cede la cueva y su entorno al Ayuntamiento de Alpera. 1998 1998 La Unesco declara al arte rupestre mediterráneo patrimonio de la humanidad.
Una obra de arte, un santuario, un misterio. Un monumento milenario reconocido por científicos, gobiernos y las más altas instituciones culturales del mundo. Todo eso, y más, es la Cueva de la Vieja, el más completo panel de pintura rupestre levantina, que se descubrió hace cien años. Alpera, donde se encuentra, no va a dejar pasar la ocasión, y aprovechará la celebración del centenario para difundir el conocimiento de esta joya cultural. Las pinturas llevan ahí miles de años (se pintaron, calculan los expertos, en muy distintas etapas, a partir del VI milenio antes de Cristo). Pero hasta que no se difundió el interés por las pinturas rupestres no se produjo su descubrimiento, que empezó cuando un maestro interesado en la arqueología, Pascual Serrano, recibió el aviso de su hermano Daniel, que las había encontrado casualmente. El abate Serrano revisó la cueva el 15 de diciembre de 1910; quedó deslumbrado por aquel panel, y un mes después le comentaba el hallazgo al marqués de Cerralbo, director de la Comisión de Investigaciones Paleontológicas y Prehistóricas. Éste le sugirió la colaboración de quien, por entonces, se tenía por el mayor experto en arte rupestre, Henri Breuil, del Instituto de Paleontología Humana de París. Al abate Breuil se unió, en la primera visita a la Cueva de la Vieja, un joven ayudante, Juan Cabré, que hizo los primeros calcos de los dibujos; durante seis días, ya en marzo de 1911, se hicieron los estudios, dibujos y fotografías de lo que Breuil ya calificó como el descubrimiento más notable de Europa en este tipo de arte. Mientras se hacían estos trabajos se descubrió otro abrigo próximo, la Cueva del Queso. No tardó en difundirse la importancia de este descubrimiento; en la provincia, el propio Pascual Serrano dio cuenta del hallazgo en una carta al periódico El Defensor de Albacete, que se publicó el 29 de mayo de 1911. Pero lo que le dio proyección internacional y destacó lo extraordinario de este abrigo fue la publicación, en 1912, de un extenso artículo, de Breuil, Serrano y Cabré, en la revista francesa L'Anthropologie. Poco después, en 1914, el descubrimiento del abrigo de Minateda vino a consolidar la idea de la importancia que el territorio albaceteño tenía para el patrimonio del arte rupestre. En abril de 1924 se declaró monumento nacional la Cueva de la Vieja, y se instalaron las primeras rejas para su protección; desde 1988, como parte del arte rupestre levantino, forma parte del patrimonio de la humanidad protegido por la Unesco. A pesar de su fama, no han sido demasiados los estudios rigurosos realizados sobre esta cueva; de hecho, tras las primeras publicaciones hay que esperar décadas hasta que, ya en los años noventa, se dieron a conocer los trabajos de Anna Alonso y Alexandre Grimal, que además de dar un enfoque más actual, aportaron nuevos dibujos, notablemente más fieles a las pinturas conservadas que los calcos de Cabré, ya que éstos (siguiendo los usos de su época) 'reconstruían' las partes que faltaban en algunas figuras, rellenando esos huecos con más imaginación que rigor. Pero ni los antiguos ni los modernos aportan una explicación definitiva de las razones que llevaron, hace miles de años, a aquellos artistas a dibujar, con admirable habilidad, esos arqueros, animales, mujeres; esas escenas de caza o signos esquemáticos; es ahí donde, miles de años después, nos vemos obligados a dejar hueco al misterio, a la interpretación. Porque la Cueva de la Vieja ofrece todo un friso, de más de centenar y medio de figuras, con una superposición de escenas en las que hay personas (sobre todo arqueros) y animales aislados (ciervos, toros y cabras en su mayoría), grupos en acción, figuras de gran realismo o modificadas; trazos de interpretación dudosa (junto al arte levantino hay también pinturas esquemáticas posteriores). Todo un mundo para analizar y para pensar en los motivos que llevaron a estos artistas a volver, una y otra vez, a pintar en este rincón del monte de Alpera. La Cueva de la Vieja -o del Venado, como también se la conoce- se encuentra en un lugar bastante especial; es un abrigo de unos nueve metros de anchura y poco más de tres de profundidad, protegido por una cornisa y orientado al sureste. A sus pies hay un nacimiento de agua, y la vista desde este lugar es un impresionante panorama abierto que cierra la mole del castellar de Meca y el Mugrón. Si además se cuenta con guías excepcionales, como Rafael Soler y Rafael Jara, apasionados del lugar y buenos conocedores de esta joya milenaria, la experiencia se completa. Rafael Soler, de la Asociación de Amigos de la Cueva de la Vieja, está en el comité que organiza la celebración de los actos del centenario del descubrimiento. Explica que se sumarán actividades que pretenden dar a conocer «una joya de la arqueología y la paleontología española, el mejor friso del arte levantino, del que nos sentimos muy orgullosos, pero que quizá no hemos utilizado en facetas como la de recurso turístico; queremos lanzar su conocimiento y apoyar las ideas que aporten todas las asociaciones de Alpera que se han sumado». Preparativos Son días de mucha actividad previa; carteles, slogan, una página web que facilitará información sobre la Cueva de la Vieja, sus personajes y su historia. Rafael Soler explica que los primeros materiales se presentarán en un acto, a finales de este mes, en el que se espera contar con la delegada de Cultura, Amaya Villanueva, y el director general de Turismo y Artesanía, Fernando de Pablo, conocedores ambos (son 'vecinos' de Almansa) del valor de este monumento. Luego, en mayo, se prepara la presentación, por la consejera, de un libro conmemorativo, realizado por los investigadores Anna Alonso y Alexandre Grimal. Y para final de año, se piensa en un acto de carácter científico, en el Palacio de Congresos de Albacete, en el que se espera contar con la presencia del presidente regional. Soler añade que, además, con carácter local, las asociaciones que participan en la iniciativa irán desarrollando ideas, como la preparación de un mural en el instituto que lleva el nombre del descubridor de la cueva, Pascual Serrano. Este es, pues, el gran año de celebración para Alpera y su milenaria obra de arte. Pero esta conmemoración puede servir también para recordar que la provincia tiene más de medio centenar de lugares con valiosas pinturas rupestres. Las de Minateda, en plena restauración, se descubrieron también a principios del siglo XX; y las más numerosas y en muchos casos mejor conservadas son las del sur de la provincia, sobre todo en el municipio de Nerpio. Read more...
10/3/10 00:06:00,
II Conferència Internacional de cavitats en granit »»
La Swedish Speleological Society i la Comissió de Pseudocarst de l'UIS, organitzen pel 2011, la II Conferencia Internacional sobre cavitats desenvolupades en terrenys granítics. És la primera vegada que Suècia organitza un esdeveniment de l'UIS.
Aquí ens presenten la primera circular amb el programa provisional Nota de complement: La primera Conferència Internacional, va ser l'any 2007 i va tenir lloc a Galícia, a A Corunya; Santiago i Vigo, sota l'organització de la Comissió de Pseudocarst de l'UIS; l'Institut de Geologia de la Universitat d'A Corunya i el Clube Espeleolóxico Maúxo. Informació bàsica preliminar de la II Conferència:
Les dates -2011- són:-Simpòsium o Actes Centrals: de l'1 al 4 de juny -Activitats Post-Simpòsium: 5 al 5 de juny -Els actes centrals tindran lloc a Nynäshamn, localitat situada a 50 km al sud d'Estocolm. Dates generals:-Primera circular: Març 2010 -Inscripcions: A partir dels principis de juny 2010 -Segona circular: Octubre 2010 -Presentació dels resums: Finals de febrer 2011 -Simpòsium: Juny 2011Dels fenòmens subterranis desenvolupats en granits a Suècia, aquí podem veure'n una mostra dels dos tipus predominants de cavitats: -Les que han estat excavades per l'acció directa de l'aigua -que són les menys nombroses-. Formen galeries amb formes erosives.-Les d'origen tectònic, d'origen paleo-sísmic. Provocat per antics moviments sísmics, són cavitats que presenten uns grans corredors subterranis entre gegantins blocs de forma cúbic-parale.lepipedic. En J.M. Victoria ha aconseguit unes fotos de cavitats en granit, del prestigiós fotògraf professional i espeleòleg William K. Storage (Bill), de la National Speleological Society que amb el seu permís reproduïm seguidament. La seva gènesi correspon a l'excavació per l'acció de l'aigua.
En un anterior post, podem veure un article del tot dedicat a aquest artista, en Bill.
9/3/10 17:25:18,
Unzipping Wildlife Genes: Genetics Revolutionize Conservation Research »»
U.S. Geological Survey conservation geneticists will showcase their science at the Department of the Interior on March 10 from 10 a.m. to 2 p.m. (South Interior Building, South Interior Auditorium, 1951 Constitution Ave., NW, Washington, D.C.) The media are invited to attend and talk with scientists, listen to short talks, and view poster presentations. Below are some highlights at the showcase. For more information and the full agenda, visit the Genetics and Genomics Web site.
Who Done It? Genetics Used to Identify Bears that Mauled Women in Anchorage: In summer 2008, two Anchorage women were mauled by bears in the same area but about one month apart. Alaska Department of Fish and Game killed a brown bear thought to be responsible for the attacks. USGS scientists at the Alaska Science Center Molecular Ecology Laboratory used DNA evidence collected from the women’s clothing and a bicycle helmet to determine whether the bear killed was responsible for both attacks. They found that the women were mauled by different bears, but that the bear killed by state authorities was, in fact, responsible for one of the attacks. The researchers were able to distinguish among bears because they had already collated an extensive database of Anchorage brown bear genotypes as part of another research effort. The probability that this was not the bear responsible for the mauling was smaller than one in 10 million. The other bear, which did not appear in the extensive database, was not killed. This research sets a higher standard for addressing issues of public safety, such as maulings by wild animals. This work has shown that genetic techniques should be used to verify, when possible, that a responsible animal has been unequivocally identified. Contact Sandra Talbot at 907-786-7188, stalbot@usgs.gov.
Keeping Bats Safe: Use of Genetics to Study Effects of Wind Turbines: Numerous bats are killed by collisions with wind turbines in the U.S. and Canada, and as wind energy projects grow, bat deaths are likely to increase. This is of particular concern in the eastern United States where the most bat deaths occur and where many wind farms are being built. Bat mortality at wind farms occurs mostly during late summer and early fall, the peak migration period for many kinds of bats. Three migratory species of bats account for more than half of the fatalities at wind farms: red bats, hoary bats, and silver-haired bats, and USGS researchers are using genetic techniques to determine the effects of wind turbine mortality on their populations. The potential for populations of these species to be severely affected by wind turbine kills is high due to their low reproductive rates. Understanding these impacts can help inform regulatory and development investments within the rapidly growing wind power infrastructure. Contact John Switzer at 3304-724-4574, jswitzer@usgs.gov.
Genetics Plays Essential Role in Manatee Studies: Genetic identification, or DNA fingerprinting, offers the opportunity to identify and monitor individual West Indian manatees to help understand survival rates and life-history traits of this threatened species. Although scar patterns from boat strikes, as well as natural marks, have been used to identify and track individual manatees, this technique can’t be used for unscarred and young manatees or decomposed carcasses. Genetic fingerprinting, however, enables researchers to ‘mark’ an unscarred manatee and then ‘recapture’ it throughout its life. Genetic information is also being used to assess whether small, isolated manatee populations are genetically fit, as well as to determine that the Florida and Puerto Rico manatees do not interbreed and thus may benefit from separate management actions. Contact Margaret Hunter at 3552-264-3484, mkellogg@usgs.gov or Bob Bonde at 352-264-3555, rbonde@usgs.gov.
American Ginseng: Genetics Unraveling Clues to Protection Needs: American ginseng is a native North American herb harvested for the medicinal qualities of its root, particularly for export to Asian markets. Ginseng export provides a supplementary income for people in the Appalachian Mountains, but recent increases in the market value of American ginseng roots have intensified legal and illegal harvesting. Concerns of possible over-harvest led to the listing of ginseng by Appendix II of the Convention on International Trade in Endangered Species of Wild Fauna and Flora. Consequently, the U.S. Fish and Wildlife Service must determine whether the export of American ginseng will be detrimental to the survival of the species, and whether wild-harvest is sustainable. USGS scientists and their colleagues developed models that predict the distribution of habitats suitable for American ginseng and sampled ginseng populations in 14 states to assess population status, habitat characteristics, and genetic variation among sites. This information will help FWS determine the status and protection needs of this species. Contact John Young at 304-724-4469 or jyoung@usgs.gov.
Sea Otters, Contaminants, and Disease: Studies of genes have the exciting potential for monitoring long-term effects of contaminants and disease on free-ranging sea otters. The response of genes to these stressors can help unravel how sea otters may be harmed over time and lead to the design of preventative strategies or therapeutic treatments to protect susceptiblepopulations and individuals. USGS researchers and their colleagues are identifying and assessing specific genetic markers that reveal the functions of a sea otter's immune system to combat injuries associated with chronic exposure to organic and inorganic contaminants and pathogens. Contact Keith Miles at 530-752-5365, keith_miles@usgs.gov.
Birds of a Fingerprinted Feather: Sage-grouse have declined throughout their entire range, largely due to the loss and fragmentation of sagebrush habitat. Energy development and climate change also threaten this species. Because each animal has a unique molecular fingerprint, USGS is using DNA as an individual tag for mark-recapture studies. DNA samples can now be obtained without catching the birds, since it can be extracted from feathers and feces. In addition, researchers are identifying how landscape features affected by climate change, as well as human-caused stresses such as energy development, influence gene flow and connectivity among sage-grouse populations. This can inform managers about which habitats are most important for conservation and provide them with strategies to lessen effects of climate change and energy development on the species. Contact Sara Oyler-McCance at 303-871-7782, sara_oyler_mccance@usgs.gov.
Contaminants from the Inside Out: Many environmental contaminants affect reproductive and developmental processes in wildlife, sometimes with extremely adverse effects on exposed animals. Such effects occur in part when contaminants bind to important receptor molecules in an animal, including DNA, resulting in basic developmental, reproductive, behavioral, immunological, or physiological changes. USGS researchers are using genetic tools to investigate the exposure and effects of contaminants in wildlife, particularly endocrine-disrupting chemicals that mimic hormones or otherwise interfere with the endocrine system. This work can provide sensitive measures of exposure and damage in wild species, and help predict the variability in sensitivity to particular pollutants among species. Contact Natalie Karouna-Renier at 301-497-5724, nkarouna@usgs.gov
A Small Woodrat, a Large Conservation Story: The endangered Key Largo woodrat is native to the tropical hardwood hammocks of Key Largo, Fla., but fewer than 200 individuals remain in the wild in populations widely separated from each other. When an animal’s numbers get so low, a biologically sound genetic management program is essential to preserve genetic diversity and fitness. Using genetic research, USGS researchers and their partners developed a successful captive-breeding program for the species and are investigating the genetic diversity of woodrats remaining in the wild. The U.S. Fish and Wildlife Service also altered its recovery strategy to help further gene flow among the small, fragmented wild populations. Captive-bred woodrats have recently been reintroduced into the wild to determine the feasibility of re-introducing individuals to the wild. The repatriation program has been designed to re-establish connectivity among recently isolated populations to minimize the likelihood of extinction of the subspecies. Contact Tim L. King at 304-724-4450, tlking@usgs.gov.
Where Are You Gonna Go? Migratory Birds and Climate Change: Climate change may be the greatest threat to migratory birds, and so scientists are scrambling to understand how it may be affecting major ecological phenomena such as the pathways of migratory birds. Already, changes in climatic conditions have put many migratory birds at tremendous risk because of extreme declines in precipitation on wintering grounds. Likewise, warmer temperatures have caused some species to breed sooner, farther north or at higher altitudes, disrupting natural cycles. To ensure success for the millions of migratory birds that inhabit our hemisphere, this ever-changing landscape needs to be understood. Consequently, the USGS-Smithsonian CLIMB Initiative (Climate Change and Interseasonal Movement of Birds) is mapping current and predicting future migratory connectivity for birds living in the Western Hemisphere. This long-term research program will be the largest avian research project ever undertaken. Other partners include U.S. Fish and Wildlife Service, World Wildlife Fund, National Wildlife Federation, and Ducks Unlimited. Contact Susan Haig at 541-750-7482, susan_haig@usgs.gov, or Laurie Allen at 703-648-4019, lkallen@usgs.gov.
Genetics Helping Unravel Movement of Deadly Fish Virus: Genetic studies are helping researchers identify the origin and risks of a newly emerging and deadly fish virus in the rivers of the Olympic Peninsula in Washington State. The new virus, referred to as the M-D strain of infectious hematopoietic necrosis virus, is highly lethal to steelhead trout. The emergence of this virus into the geographically separate watersheds in the Olympic Peninsula threatens genetically distinct stocks of steelhead trout. The origin and risks of this virus must be assessed so that the fisheries managers can have better tools to control it and to help protect wild steelhead. USGS researchers are using genetics and controlled fish experiments to understand how the virus is moving between watersheds and how epidemics of this disease would threaten wild animals in affected watersheds. Contact Rachel B. Life at 206-526-6282, x278, rlife@ugs.gov, or Gael Kurath at 206-526-6282, x279, gkurath@usgs.gov.
The Snakehead: Tracking the Movement of a Dangerous Invasive Species: The establishment of northern snakehead, a highly predatory invasive species now found in the tidalPotomac River, is expected to have significant ecological impacts. Using microsatellite DNA markers, USGS researchers are working on determining the spread of this species, its population structure, and possible control techniques. For managers to have strategies that will help eradicate this species, a thorough understanding of dispersal and movement in the Potomac River and its many tributaries is essential. Contact Tim L. King at 304-724-4450, tlking@usgs.gov.
Ayer, mis gracias a todos vosotros que leéis la información que os pongo, logramos pasar el tope de 5000 entradas en este blog sobre BIOESPELEOLOGÍA.
Es un placer para mí, dar a conocer todo lo que me llega en torno a esta rama de la espeleología que nos llega casi como de pasada... que no le prestamos atención cuando entramos en una cueva y nos encandilamos con los espeleotemas, o trabajamos "sacando metros" a las cavidades en su exploración, cuando nos agotamos pasando un paso estrecho, cuando bajamos un pozo... pero ahí están otros seres vivos, esperando no ser molestados y a su vez ser estudiados, porque a través de un mejor conocimiento de ellos, podremos conservar aún mejor lo que tanto queremos: nuestra madre Tierra.
Las profundidades diabólicas que algunos medievales retrataban en sus pensamientos, en sus libros, en sus pinturas... quedan reflejadas casi siempre con increíbles seres, con maravillosas plantas... todas gigantes, terribles y humanizadas... ahora, gracias a nosotros, los espeleólogos, podemos adentrarnos un poco más allá y conocer a esos "dragones" de las cavernas que tanto asustaban, a esas brujas que hechizaban al pueblo, a las escrituras fantasmagóricas del más allá de las paredes... en definitiva, un mundo que sólo nosotros podemos descubrir. Y eso es lo que tenemos que hacer, descubrir y divulgar lo que vemos, para que todo el mundo conozca lo hacemos, el privilegio de decir a toda la gente lo que únicamente nosotros podemos ver... porque pasarán los años y el anhelo de lo que hemos visto quedaría en nada.
Hace unas semanas, con el envío de la revista ESPELEO nº 21, escribí una carta adjunta, la cual os la pongo para que podáis leerla vosotros también, porque divulgar es algo que nos toca hacer a todos los espeleólogos y no guardarlo en un baúl, como si fuera un tesoro.
Muchas gracias por leer, y espero llegar pronto al tope de las 10.000 visitas, lo cual os agradeceré mil veces de nuevo. Espero daros más noticias muy pronto.
9/3/10 08:55:31,
Gita alla grotta di Punta degli Stretti - Domenica 21 Marzo 2010 »»
con a seguire il rilassante BAGNO ALLE TERME DI SATURNIA
La bellissima grotta di ?Punta degli Stretti? è localizzata nel promontorio dell?Argentario (Grosseto), presenta un accesso facilmente raggiungibile situato lungo la statale che da Orbetello conduce a Porto S. Stefano.
La grotta è caratterizzata da Laghi e gallerie in parte allagate, di facile percorribilità e attrezzate per l?occasione con corrimano e passerelle galleggianti al fine di consentire una divertente passeggiata tra specchi d?acqua, meandri, colonne, stalattiti e stalagmiti.
Al termine della visita in grotta (tempo previsto 2-3 ore) e dopo aver consumato il pranzo al sacco, ci trasferiremo presso Saturnia dove sarà possibile fare un bagno nelle calde acque sulfuree del fiume tra pozze e cascate.
Programma
Ore 6,30 ritrovo al Parcheggio del Bove
6,45 partenza in autobus
10,00 arrivo all?Argentario
11,00 inizio escursione
24,00 rientro previsto a Perugia
Per partecipare all?escursione munirsi di:
abbigliamento impermeabile (Kway)
stivali o pedule, guanti
ricambio completo
pranzo al sacco
costume da bagno, accappatoio e ciabatte
Per info e prenotazioni rivolgersi entro il 18 marzo 2009 ( massimo 50 posti)
al Gruppo Speleologico CAI Perugia in Via Santini, 8 (zona Elce) PERUGIA
Telefono 075.584.70.70 email: gruppo@speleopg.it ,
aperto ogni giovedì dalle 21:30 alle 23:30
oppure contattando Mauro al 335 5726590 o Alessandro al 329 2395757
il G.S. CAI Perugia si riserva la facoltà di effettuare modifiche al programma.
Es reclama a Medi Ambient que intervingui per aturar la possibilitat que aquesta antiga mina, situada entre el Papiol i Sant Cugat del Vallès, esdevingui un abocador i provoqui,la mateixa contaminació dels aqüífers i de l'aire que el del Garraf
Era una tarda de principi dels anys vint. Els obrers estaven a punt d'acabar la seva jornada laboral quan en un tram de la cinquena galeria de la mina Berta un fort rumor provinent de l'interior de les roques va cridar l'atenció dels miners. El propietari de l'explotació creu que és el vent i demana l'opinió al masover de Can Domènec. L'home, pensant en la profunditat en què s'està treballant, assegura: «Són les onades del mar, estem per sota del seu nivell.» Un parell de dies després les aigües inunden les galeries inferiors. Això va obligar a instal·lar un grup de bombeig per continuar l'explotació, fins els inicis dels anys trenta. La Segona Guerra Mundial va comportar la reobertura de la mina: la fluorita i, principalment, el plom tenien en el mercat alemany una bona sortida. El final de la guerra determina una disminució de l'explotació minera que, però, s'allarga fins el 1965.
És cap a l'any 1967 quan s'inicia l'explotació de les aigües de l'interior de la mina Berta. Les dades del 1977 indiquen que l'empresa Damcar les subministrava a uns 2.100 contadors domèstics a Valldoreix, a Sant Cugat del Vallès, quatre contadors industrials al mateix Sant Cugat i 131 també industrials a Rubí. Se n'extreien entre 25 i 40 litres per segon. La finalització de les extraccions es va produir aproximadament als anys vuitanta, amb el tancament de l'explotació de les aigües per diverses causes. Entre elles, una de les més significatives és que el rendiment del pous de la mina va disminuir dràsticament amb la posada en marxa per l'empresa Facovesa, SA (FECSA-ENHER) dels pous geotermals (de 100 i 150 metres de profunditat), situats a uns 100 metres al sud de la mina.
De la diversa documentació consultada així com de la transmissió oral de les persones que van treballar en aquest projecte, es desprèn que les aigües sortien a una temperatura entre els 58 i 70º (a partir dels 100 metres de fondària i cada 10 metres, la temperatura pujava 2,5º). Les aigües de l'interior de la mina es trobaven al voltant dels 30-40º.
És possible que vostès es preguntin a què ve aquesta llarga exposició: de forma sorprenent, una sentencia del Tribunal Suprem del mes de desembre passat ha desestimat una resolució del Tribunal Superior de Justícia de Catalunya i permet el reompliment de la pedrera Berta amb bales procedents dels ecoparcs amb contingut de matèria orgànica. No entraré en el contingut de la sentència, al meu entendre totalment urbanística, sense cap referència a temes mediambientals.
La pedagogia de les catàstrofes no ens fa reflexionar gaire, per no dir gens, sobretot als nostres polítics. Els avui responsables dels temes mediambientals i que van ser durant molts anys partícips i responsables del nyap del Garraf o, com a ells els agrada denominar, de l'abocador controlat de la vall d'en Joan.
El temps ens porta a l'any 1972 quan l'Ajuntament de Barcelona decideix llençar les escombraries en un lloc desert del massís del Garraf. Només nou mesos després, les aigües subterrànies del massís estaven totalment contaminades, i encara ho estan. Posteriorment, les emanacions de diòxid de carboni (CO2) i metà (CH4) han estat el causant del 30% de l'efecte hivernacle de l'Àrea Metropolitana de Barcelona. A tot això, aquest era l'abocador «controlat».
Els espeleòlegs catalans, amb el suport de diversos departaments de les universitats catalanes, ja van dir en el seu moment què passaria. Eren els temps de l'autarquia dels Porcioles i companyia. Avui, renovem les crides al Departament de Medi Ambient a no actuar amb la mateixa prepotència. Ells tenen a la seva mà la possibilitat de fer una altra interpretació de la sentència, i també reforçar-la a l'hora que es declari el Parc Natural de Collserola a través de la normativa del pla especial.
Com poden deduir, el problema que es planteja a Collserola és el mateix que al Garraf: l'existència d'un important aqüífer que corre el perill de contaminar-se amb els lixiviats procedents de la descomposició de la matèria orgànica de l'interior de les bales. Un altre cop, la societat civil s'ha posat en marxa per aturar aquesta nova catàstrofe. Els estudis efectuats per diferents organismes científics en l'interior de les mines encara accessibles de la Berta demostren que els materials estan fortament tectonizats, com a conseqüència de les falles i diàclasis naturals existents, i en el lloc de la deposició hauríem d'afegir els efectes col·laterals de les nombroses explosions que han triturat una important capa superficial.
La pedrera Berta és una explotació a cel obert. A cota inferior se situen diverses galeries de l'antiga mina totalment inundades. Més a l'est es troba la denominada mina del Quarts; a l'interior existeixen diverses formacions d'estalactites, gurs i altres espeleotemes, i el més important, formes de cavernament, cosa que ens reafirma en la important fissuració del sector i les possibilitats reals de contaminació subterrània.
Un altre aspecte medi ambiental que afectaria una instal·lació d'aquestes característiques és la contaminació atmosfèrica, similar a la que es dóna al Garraf. El gas metà produït per la descomposició de la matèria orgànica seria ràpidament transmès a totes les contrades; els vents de marinada l'arrossegarien, afectant les poblacions de Castellbisbal, Rubí, el Papiol, Molins o els districtes de Sant Cugat del Vallès. Les boires freqüents a l'hivern com a conseqüència de la inversió tèrmica, en aquest sector del Vallès, augmentarien, serien més denses i afectarien la circulació viària..., i no s'ha d'oblidar que l'autopista AP-7 passa pel costat de la pedrera.
Podríem exposar encara més motius mediambientals per oposar-nos a l'emplaçament d'un abocador de bales d'ecoparc al lloc menys adequat, però el que sembla grotesc és que l'administració responsable no tingui en compte els informes que bon nombre de científics han elaborat, i que igual que va passar al Garraf els menyspreïn. És possible instal·lar un abocador contaminant en un parc natural? És possible que s'obviï que la pedrera i la mina Berta estan catalogades com un geotop a protegir pel mateix departament i que aquest espai està recollit en la futura llei de biodiversitat? És possible que no ho vegin l'Agència Catalana de Residus, l'Agència Catalana de l'Aigua, el Departament de Medi Ambient, el Parc Natural..., i que no tinguin la capacitat d'analitzar la catàstrofe que ens ve a sobre? La catàstrofe subterrània no es veurà, però la respirarem cada dia...
No n'han après. L'any 1972 ja vam advertir sobre el resultat de l'abocador del Garraf i aquest perdura i perdurarà... I ara, què pretenen? Tot fa olor de podrit. Read more...
8/3/10 21:45:01,
Mina Matacabras: pozo San Diego, Bailén, Jaén »»
Click en la foto para ampliar
Desolador aspecto el que presenta desde el aire la mina Matacabras, situada en la Dehesa de las Yeguas, en Bailén. En la primera de las fotografías, tomada desde ultraligero por Álvaro Gómez, se adivina el pequeño castillete del pozo San Diego, en medio de un gran erial. Este pozo estuvo en funcionamiento hasta 1920, y perteneció a la Sociedad La Inocencia, a Hijos
Incluimos hoy dos bonitas fotografías con las caprichosas formas que adquieren los ópalos en su variedad menilita. En esta ocasión, de la localidad granadina de Galera.
Para acceder, click en las fotos.
8/3/10 20:32:00,
XXIX Corso di introduzione alla Speleologia »»
Ciao a tutti, visto il colpo di coda dell'inverno che ci sta riservando questi giorni dalle costanti precipitazioni, domenica siamo stati costretti a variare ulteriormente il programma quindi, dopo un tentativo di raggiungere la grotta dei Tre Livelli, siamo rientrati in sede ed abbiamo attrezzato la tromba delle scale, dove i cinque allievi hanno percorso i loro primi metri di corda. Nel pomeriggio, Gabriele, Alfio, Tiziana e Giuseppe Z., non domi sono andati a completare il rilievo delle grotte Taddariti (termine dialettale che significa pipistrelli). Concludendo il corso slitta tutto di due settimane! A presto Giuseppe P. Read more...
8/3/10 18:00:39,
As Crónicas da Contenda ? A Irmandade do Sifão (Episódio II-Agosto 2009) »»
Sulla base delle osservazioni fatte su Google Heart ci siamo diretti verso la zona sud est dell’isola, zona non battuta dai belgi così come confermatoci da Van Damme. Durante il percorso verso sud abbiamo fatto una deviazione per verificare una segnalazione dei locali riguardo un canyon con risorgenze e grotte.
Si cercano le grotte sui versanti del canyon
Purtroppo questa zona non presenta le caratteristiche idonee alla formazione di grotte. Sulle grandi pareti verticali, solo enormi sgrottamenti molto lavorati da agenti atmosferici. Anche la risorgiva indicataci non è altro che una scaturigine in interstrato strettissimo.
Progressione fra massi
A parte la faticosa progressione su terreno pietroso sotto il sole cocente, il paesaggio è incredibile: un susseguirsi di collinette e terrazzi calcarei in ambiente molto arido con numerosi esemplari di Adenium Obesum, i caratteristici alberi bottiglia endemici di Socotra. Abbiamo quindi proseguito verso la nostra meta raggiungendo il villaggio di Mashfaga, base per le nostre prospezioni. Il villaggio è uno sparuto gruppo di casupole in pietra, la maggior parte ricoveri per le capre; qui, infatti, la pastorizia è l’unica attività.
Passiamo la notte sotto un’incredibile stellata preparandoci alla giornata di domani.
6 marzo 2010
Sveglia alle 5. Dopo una fugace colazione partiamo a piedi, progredendo per circa 1,5 km secondo il dato rilevato dal gps. Camminiamo su un esteso plateau calcareo e dopo circa mezz’ora ci affacciamo sulla grande dolina individuata da casa. Era proprio come ce la immaginavamo: una grande dolina di 200×100 con un ingresso a monte ed un altro a valle. L’ingresso a monte è solo un insieme di sgrottamenti in interstrato, dove, come da abitudine locale, sono stati ricavati degli ambienti protetti per le greggi con dei muretti a secco. L’ingresso a valle, altro non è che un gigantesco traforo di circa 500 metri con una volta di una sessantina. La caratteristica di questo ambiente è che si affaccia a strapiombo sul mare, creando un gioco di luci tra il buio della grotta e l’azzurro intenso marino.
Il traforo
Proseguiamo verso secondo punto individuato su Google Heart. Dopo un’altra mezzora di cammino sempre su plateau calcareo ci affacciamo su un enorme cratere del diamentro 40-50 m e dalla profondità di 60m, che non possiamo scendere perché abbiamo corde insufficienti. Al di sotto di esso un grande ambiente che sbocca a mare con una spiaggia ciottolosa. A monte si intravede una grande frana di detriti, ma vista dall’alto ci dà l’impressione che ci possa essere una probabile via di prosecuzione.
La grande dolina
Nel pomeriggio proseguiamo verso la punta estrema sud est. Risaliamo delle alti pareti verticali con numerosi sgrottamenti poco interessanti. Unico lato positivo, e che dall’alto la vista spazia su immense panure da una parte e falesie a picco sul mare dall’altra. Proprio su queste ultime abbiamo individuato delle enormi grotte impostate su fratture sub verticali. In lontananza, col binocolo, abbiamo individuato anche due piccoli canyon paralleli, molto vicini tra loro (come una doppia s) pieni di grotte e fratture. Forse faremo una puntata da quelle parti.
7/3/10 21:09:00,
DISQUISICIONS D'UN ESPELEÒLEG, A PROPÒSIT D'IÑAKI »»
Desprès de dies donant-li voltes a l'assumpte m'he decidit a escriure un breu apunt sobre la noticia de la utilització per part d'un entrenador de futbol d'un vídeo sobre l'intent de rescat de l'alpinista IÑAKI OCHOA. Traspassat fent el que més l'omplia, la muntanya (el monte, com és refereixen per al nord del país). La qüestió que em sorprèn, que uns jugadors de futbol que guanyen un dineral hagin de ser motivats amb un vídeo on gent que en la seva gran majoria ha de córrer amb les despeses per poder practicar el seu esport, activitat o com és volguí anomenar. Fent-se reso la premsa en general i esportiva, que li dedicaren en el seu moment, el sentit morbós que acostumen a donar-li aquests temes, la rellevància que els hi permet el seu desconeixement i com no, falta d'interès, sobre l'activitat tractada. No ven...... bé, si algú mor o és en perill de.......... Perquè ho fan? quina motivació tenen? que treuen de tot això? preguntes sense resposta per a ells, i amb respostes sense sentit, també per a ells.
Altre tema seria els que reben el missatge, de fer equip, de fer pinya, res més lluny de la seva realitat al que s'agafen amb talonari i contractes estratosferics, la motivació a què fa referencia el vídeo és la de salvar un company que ha fet gran el mot, solidari de solidaritat, amb pensament propi i que sabia sempre on s'hi posava, no poden igualar ni tan sols comparar els motius que omplen i mouen a uns i als altres, ni de bon tros. La nostra motivació, en la que jo m'incloc, resultat, de superar-nos dia a dia a partir de les traves i altres inconvenients que hi trobem al llarg del camí, sense cap guany, més aviat pèrdues, l'única, la satisfacció de superar els reptes que conscient o moltes vegades inconscientment ens plantegem. En un equip de futbol els riscos mortals, mínims, perdre la vida per ajudar a un company, inexistents, i tot per cap emolument econòmic, simplement per amistat, moltes vegades, perquè si, simplement. Només gent de muntanya.
És bona la intenció, però aquesta essència, aquest exemple té altres motivacions, que no la de guanyar. Si no la de lluitar contra la mort, sàpiguen que és va contra el rellotge. Poder estic errat, segur, en els meus pensaments.
En definitiva caldria que aquells a qui va dirigit el vídeo comprenguin la dimensió humana d'IÑAKI. Encara que suposo que dins d'aquest col·lectiu algú comprengui o tindrà en certa mesura aquests valors d'empatia. Jo també els hi posaria aquest vídeo de l'ISIDRE ESTEVE, per al seu esperit de superació, http://www.youtube.com/watch?v=Rwt8JGqykBs&feature=related
Us deixo un vídeo de l'Editorial Desnivel titulat "Iñaki Ochoa, un toque de genialidad", interessant entrevista pel seu lliure pensament i el valor íntegre del seu discurs. Una frase que em va colpir dita per ell i això diu molt de la seva faceta humana " un heroe para mi, es el medico que curo el càncer a mi madre, ese es un heroe, yo, yo soy un turista profesional como algunos dicen........."
7/3/10 10:14:00,
10-11 Aprile CORSO DI GPS IN MONTAGNA »»
CORSO DI GPS - NEL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO, LAZIO E MOLISE TREKKING DI DUE GIORNI NEL SELVAGGIO P.N.A.L.M.
Corso di GPS in montagna Corso pratico di GPS sul campo per cartografia IGM ed escursionistica (scala 1:10000 CTR e 1:25000 IGM ) Indicato e consigliato ad escursionisti, trekker, cercatori di funghi, Geocaching, SoftAir, a chi vive la montagna in solitaria o ci lavora.
Programma didattico teorico/pratico:
- Il GPS e la bussola - Gps e PC - La cartografia (coordinate, scale, MapDatum e GPS) - Il coordinatometro e il suo uso - pianificare un'escursione - Waypoint, tracce, rotte, creazione waypoint -trackback - Trovare le coordinate sulla carta e/o riportarle sul GPS
Materiale fornito per il corso Tutorial cartaceo e digitale delle lezioni serie di Coordinatometri Cartografia per uso pratico sul campo
PROGRAMMA - Arrivo a Civitella Alfedena alle ore 15,00 del sabato, incontro con la guida e con l'esperto in GPS/orientamento, sistemazione in albergo e partenza in escursione nei dintorni di Civitella Alfedena con primo approccio alle tecniche del waifaring, alle ore 20,00 cena in ristorante a base di pietanze tipiche abruzzesi e intorno alle ore 21,30/22,00 partenza in escursione su un interessante sentiero del Parco Nazionale d'Abruzzo con l'ausilio della strumentazione adatta per il waifaring (gps, bussola e mappa). uSCITA NOTTRNA e rientro in albergo intorno alle ore 23,00. Al mattino, dopo la prima colazione, alle ore 6,00 partenza per una interessante escursione alla scoperta degli ambienti selvaggi del Parco, le prime ore del mattino saranno dedicate alla fauna selvatica con appostamenti in punti prestabiliti, durante la giornata saranno simulate particolari situazioni atte alla necessità di orientarsi in montagna . Ritorno a Civitella Alfedena per le ore 17,00. COSTI - Il costo della due giorni è di euro 105,00 e comprende: cena del sabato sera, pernottamento, prima colazione internazionale, pranzo al sacco per l?escursione della domenica in albergo tre stelle con camere doppie e bagno, assistenza completa dal pomeriggio del sabato al pomeriggio della domenica a cura dell' Acc. di Media Montagna e di un esperto in topografia e GPS, dispensa GPS - (Uso operativo sul campo per cartografia UTM scala 1:25000 cartina scala 1:25000) e coordinatometro. EQUIPAGGIAMENTO - L'abbigliamento consigliato: zaino, bastoncini da trekking, scarponi da montagna, capi adatti per temperature medio/basse variabili tra i 5 e i 15 gradi (pile, giacca a vento, guanti, berretto), bussola, macchina fotografica, binocolo, torcia, bastoncini da trekking. Prenotazioni entro il 09 aprile 2010. GRADO DI DIFFICOLTA' - E (vedi scala delle difficoltà) in home Page nella sezione Info/Trekking. INFORMAZIONI - Per informazioni: Pietro Santucci A.m.M. Collegio Guide Alpine al 335/8053489 oppure scrivi a escursioni@labetullaonline.com. Read more...
Truth be told, people who know me well know that I am a pretty even-tempered person in person, and very few of my students have ever seen me angry. Those who have seen me angry have remarked about what a quiet experience it is. Very...quiet. But a couple of things brought me to a slow simmer and the tsunami business just caused my temper to boil over. I am reminded of an old Gary Larson Far Side cartoon about a herpetologist that gets an accumulated case of the willies after working for decades in the reptile house of a zoo. Or even better, the famous XKCD comic "Someone is wrong on the Internet". One doesn't want to be shrill, but things have just gotten so...ridiculous.
Like the denizen of the insane asylum who is "feeling MUCH better now", I'm beginning to think about returning to the Other California series, but I just wanted to deal with one more of THOSE topics. It's like I want to kick the beehive one more time...it has to do with the value of a good science education.
A poll by the University of Texas/Texas Tribune published a couple of weeks ago indicated that 30% of Texans believe that humans and dinosaurs coexisted, and another 30% don't know. This is a sad commentary on the state of education in Texas, not to mention the rest of the country, and is obviously a religious issue as well (people who reject basic scientific knowledge on this topic generally do so because of a conflict with their religious beliefs).
We discussed this topic in my historical geology class this week. We've had seven weeks of basic stratigraphic principles, rock identification, analysis of sedimentary structures and environments, and some background material on paleontology. Evolution was the topic at hand, and being that I live in an exceedingly conservative part of California, I am quite sure I have some religiously conservative students. I've never tried to squelch their questions, nor have I attacked their beliefs, but I do insist that they at least understand why geologists, biologists and paleontologists accept evolutionary theory (and that's theory, mind you, not hypothesis). Our interactions are generally congenial.
I did try something new this week though. In an act that would make a creation-scientist proud (or perhaps very nervous), I presented the entire creation-science model to a classroom full of students with a certain level of geologic expertise. This has always been the wish of the creation-science community, that teachers "teach both sides of the issue". I don't think they've ever fully considered the ramifications of what happens when people with just a minimum of geologic knowledge hear the whole story. Keep in mind, we aren't "introducing God" into the science classroom, this is all "science".
Let's see, the earth starts. That's right, it starts, because it all happened only 6,000 years ago, and there was no evolution of the crust or anything like that. Life is present from the very beginning, and all life is living under a cloud. Well, actually a canopy of lots and lots of water vapor. The vapor prevents bad energy rays from the sun from striking the living things, so the living things live much longer, the humans for nearly a thousand years. There weren't any carnivores; T-rex ate leaves, and so did every other creature that we think of as animal devourers. The canopy also screws up radioactive carbon, so carbon-dating is inaccurate (unless it gives the right dates, that is). It's not clear how uranium, rubidium and potassium dating methods were affected. The surface of the earth is very smooth and covered with vegetation. If there are any seas at all, they are shallow. No major mountains to speak of.
Then something goes very wrong, and, well, all hell breaks loose. The canopy collapses into an incredibly vast rainstorm that goes on for several weeks (40 days maybe? Can't say for sure). A vast amount of water that was stored within the earth becomes superheated and blasts to steam at various seams in the crust as supersonic geysers shoot even more water in the atmosphere. The earth's crust destabilizes, and vast amounts of basalt come pouring out, producing what would become oceanic crust at a rate of around 3 feet per second, roughly 50 miles a day. In just a few months, this is enough to form our ocean basins. The smooth crust is broken up, and lots and lots of mud swirls around in the maelstrom of water, laying down tens of thousands of feet of sediment in just a few weeks or months. The continents rise, crash into each other, form giant mountain ranges, and deep subduction zones start swallowing up the crust. Water drained off the higher areas, carving deep canyons (like the Grand Canyon) in a few days, while the mud and lime layers were still soft.
Meanwhile, everything and everyone dies. All those things that died were left behind as fossils. The fact that there seems to be an order to the appearance of species in the rocks (fish first, amphibians later, reptiles after that) is an artifact due to the fact that the more intelligent species knew to climb hills while the water was rising, so they didn't get entombed until later in the flood. Of course, life still exists on the planet, so somehow all the species survived the "hydraulic cataclysm". One suggestion is that some humans gathered all the species on a big boat of some sort, and released the animals after the water drained away from the higher parts of the continents. The strange distribution of animals (marsupials in Australia, giraffes in Africa, llamas in South America) resulted from various humans taking their favorite animals with them as they repopulated the earth.
Now, a boat containing all the millions of species on the planet is an impossibility that even a young child can figure out. So it wasn't "species" that went on the boat, it was "kinds". Species are an artificial human convention anyway; they don't have meaning in the real world. These "kinds", or baramin, included a dog kind, a cat kind, a sauropod kind, and so on. In the aftermath of the flood, the dog kind diverged genetically (but not evolved; this isn't evolution) into foxes, wolves, coyotes and...good ole dogs. The cats changed into tigers, lions, and jaguars. And so on. This happened in a few centuries after the "hydraulic cataclysm". The dinosaurs lived on, too, but then there was another disaster.
Because the vapor canopy was gone, the sun was shining on the earth surface and the climate became exceedingly unstable. Within a few hundred years of the flood, an ice age covered much of the planet, and wiped out the dinosaurs and a whole bunch of other strange beasts that we only find as fossils today. Other incredible canyons in the world, like Yosemite, were carved by the glaciers in a few tens of years through solid granite.
Finally things settle down, maybe 3,500 years ago. Volcanoes slow down, earthquakes happen less often, sea-floor spreading declines to a few inches a year. And that's all you need to know.
If I have gotten some minor details wrong, don't bother me about it because life is too short to argue endlessly. It it seems fanciful, you can check out the details with groups like the Institute for Creation Research. But for some reason, they never seem to put the whole story in one place. It might draw too much attention towards the conflicts this story has with the basic laws of astronomy, physics, chemistry, geology, and logic. And it will draw lots of derision too, just like it did in my historical geology class last week. You have work very hard to "believe" this model, much less accept the so-called evidence.
If you feel I have insulted your religious beliefs, you would be wrong. This isn't about religion. This is about an alternative "scientific" history of earth and life that would be taught in public schools under the banner of "equal time" if local governmental entities like the Texas Board of Education had free rein on their collective desire to stop the teaching of evolution (I am happy to hear that the worst member of the creation-science faction lost his primary race to someone else a few days ago).
Once again, this is also a rant of sorts about media treatment of science. I have grown accustomed to seeing stories of evolution "balanced" by an interview with a creation-scientist as if their model has some kind equivalency with actual science. It doesn't. Not even close. And believing really, really hard won't make it so either.
UPDATE: One of my students (commenting on my Facebook version) makes a really good point: "You know how little kids sometimes play pretend, and as they get more competitive with one another, they backtrack and add stuff to the game, changing the original 'rules'? Creation 'science' reminds me a lot of that... "
6/3/10 22:31:00,
XXIX Corso di introduzione alla Speleologia »»
Ciao a tutti, le previste prime due esercitazioni in palestra, programmate per sabato 6 e domenica 7 marzo, sono state posticipate al fine settimana successivo. Domani, domenica 7 marzo, gli allievi e gli istruttori migreranno alla grotta dei Tre Livelli dove verrà fatta la prima esercitazione con annessa visita della cavità (il tutto neve permettendo che da oggi pomeriggio sta cadendo copiosa sul nostro Etna). L'appuntamento è alle ore 09.00 ai Pini di Nicolosi. A presto, Giuseppe Read more...
6/3/10 19:00:00,
8 de Março - Dia Internacional da Mulher »»
A política verde é um tipo de celebração. Reconhecemos que cada um de nós faz parte dos problemas do mundo, e que também fazemos parte da solução. Os perigos e as perspectivas de cura não estão apenas no meio que nos cerca. Começamos a atuar onde estamos. Não há necessidade de esperar até que as condições se tornem ideais. Podemos simplificar nossas vidas e viver em harmonia com valores humanos e ecológicos. Haverá melhores condições de vida porque nos permitimos começar... Portanto podemos dizer que o principal objetivo da política verde é uma revolução interior, "o verdejar do ser" Petra Kelly, Pensando Verde Read more...
in occasione della giornata dell\'albero 2010 saremo presenti in piazza virgiliana allo stand 45 per la presentazione del \"progetto bat box\" e delle attività del gruppo a livello didattico locale. gli orari sono: venerdì 12 dalle 9 alle 15; sabato 13 e domenica 14 dalle 14 alle 18. ulteriori informazioni sull\'eco-evento http://www.giornatadellalbero.it/ ciao zio@le Read more...
E' rientrata il 28 febbraio la spedizione Italo-Francese in nella regione del Khammuane. Quest'anno in Laos sembrava esserci un mezzo raduno speleologico, nei primi mesi dell'anno, il culmine della stagione secca, giravano ben nove diversi gruppi speleo: italiani, francesi, rumeni, inglesi, tedeschi, praticamente mezza europa. Solo il nostro gruppo ha avuto un picco di trenta persone tra speleo e speleosub che mancava solo un Gran Pampel a fine serata. In tutti i casi il numero degli speleologi e direttamente proporzionale ai chilometri di grotte che ancora si trovano. Nonostante siano ormai quasi vent'anni che le esplorazioni sono riprese, il carso laotiano è ancora generoso. Le aree ancora completamente inesplorate non mancano, anzi aspettano. Anche noi nel nostro piccolo qualcosa abbiamo riportato a casa: circa dieci i chilometri di esplorazione, con la bella Tham Pha Lom di oltre 2,5km per +270, che continua, una buona prosecuzione di 2,5 km nel sistema del Nam Koang che arriva così a circa 9km di esplorato e tante altre grotte molto promettenti, lasciate per il futuro, fermi su pozzi o traversi in galleria. Come si vede bene nelle belle foto di Jean Micheal, le dimensioni in Laos sono sempre generose e trovare un strettoia è una vera impresa, ma certo che la grande galleria fossile della Tham Luang, con i suoi oltre 100 metri di larghezza per 70-80 di altezza, lunga oltre mezzo chilometro, è una bella esagerazione, praticamente in buona posizione tra gli spazi vuoti più grandi del pianeta.
5/3/10 14:38:40,
Terza sessione SPELEOPHOTOLAB 2010 a Nervesa della Battaglia presso il Gruppo Naturalistico Montelliano »»
Eccomi approdare per la seconda volta (la precendente occasione sono mancato) a Treviso in quel di Nervesa (Montello), assieme al mio novizio Nicolò (futuro corsista) per affrontantare un week-end all’insegna della fotografia (l’organizzazione è a cura della federazione speleologica veneta) ipogea o meglio all’apprendimento di tecniche atte a migliorare la mia prestazione fotografica. Il mattino [...] Read more...
5/3/10 14:16:00,
L'8 marzo insieme alle streghe di Triora »»
L'8 marzo insieme alle streghe di Triora
Lunedì 8 marzo 2010 alle ore 20.00 presso l'Agriturismo Le Cascine a Terranova dei Passerini (LO), si terrà l'incontro conviviale organizzato dal Rotary Club di Codogno intitolato "Le streghe di Triora, tra verità e mistificazione" insieme agli scrittori Ippolito Edmondo Ferrario e Gianluca Padovan già autori dei libri "Milano sotterranea e Misteriosa" (Mursia) "Il segreto del Castello di Milano" (Mursia) e organizzatori del prossimo Congresso Nazionale sulla Stregoneria e il Paesaggio che si terrà a Triora dal 7 al 9 maggio 2010.
Per informazioni conttatare Ruggero Tansella, Presidente Rotary Club Codogno mail geomavi@tiscali.it Read more...
5/3/10 12:33:00,
Programma Attività Mese di Marzo 2010: »»
Domenica 07: Uscita Sezionale alla Grotta Scrivilleri , Priolo (Sr)
Domenica 14: Scavo Dolina Olivella , Canicattini (Sr)
M?stské kulturní st?edisko Adamov na ul. Opletalova ?. 22 p?ipravilo na den 15. b?ezna p?edná?ku Antonína T?my na téma "Amatérská jeskyn? - nejdel?í jeskynní systém ve st?ední Evrop?".
La Spedizione esplorativa e' ormai giunta al termine....
Anche la Nam Pakan ci rimane alle spalle. E' stata un'esperienza unica: Loris e Herba sono riusciti a raggiungere un finestrone a piu' di 30m d'altezza (che pero' portava a un dedalo di galerie di soli 300m),in piu' hanno sceso un pozzo di 40m che chiudeva sul fango; Pino e Gino si sono fatti con LE PETIT BATO' (il canotto) 700m di laghi (in piu' ai 500 iniziali) anda e rianda per raggiungere e completare una risalita che chiudeva nelle concrezioni e non soddisfatti hanno cercato di rintracciare come rabdomanti il vento che hanno sentito nel famoso passaggio dei FINOCCHI BAGNATI con l'unico risultato di infognarsi in una serie di gallerie fangosissime di circa 200-300m... Tirando le somme, possiamo dire di aver fatto del nostro meglio ma la grotta non c'ha voluto come suoi esploratori. I punti interrogativi che Marc riteneva i piu' interessanti li abbiamo trasformati in lapidari punti esclamativi: CHIUDE!!!
Ancora mail con allegate immagini dalla spedizione in Laos.
4/3/10 09:47:00,
Premios Concurso de Fotografía »»
Las unidades que contendrán los 2 premios del I Concurso de Fotografía de Flora y Fauna cavernícolas son:
- Boletín nº 16 de la Sociedad Andaluza de Entomología (formato CD) - Cartel sobre Fauna Cavernícola del Museo Valenciano de Ciencias Naturales (cedido por el Dr. Alberto Sendra) - Libro: ?Invertebrados Endémicos de la Comunidad Valenciana? de la Generalitat Valenciana (cedido por el Dr. Alberto Sendra a través del Museo Valenciano de Ciencias Naturales) - Libro: ?Estudio del ecosistema kárstico meridional a las sierras de Guadarrama, Somosierra y Ayllón?, editado por la F.M.E. y ARBA (cedido por la Comisión de Conservación de Cavidades de la Federación Madrileña de Espeleología). - Revista: El Gour nº 9, editada por el Grupo Espeleológico Arqueológico recientemente (cedido por HUMAVENTURA) - Revista: Monografías Bioespeleológicas nº 4, editada por el Grupo de Espeleología de Villacarrillo. - Revista: Monografías Bioespeleológicas nº 5 (en prensa), editada por el Grupo de Espeleología de Villacarrillo. - Revista: Espeleo nº 21 (editada recientemente), del Grupo de Espeleología de Villacarrillo. - Libro: ?Historia de las Exploraciones y Catálogo de Cavidades de Hornos de Segura (Jaén)?, editado por el Grupo de Espeleología de Villacarrillo. - Libro: ?Historia de las Exploraciones y Catálogo de Cavidades de Siles (Jaén)? (en prensa), editado por el Grupo de Espeleología de Villacarrillo. - % de descuento en material de espeleología, en la tienda HUMAVENTURA (http://www.humaventura.com/)
Esperamos añadir más cosas a estos premios del Concurso de Fotografía. Si alguna asociación o algún particular quiere ceder más cosas a estos premios, estaríamos muy agradecidos.
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E' rientrata il 28 febbraio la spedizione Italo-Francese in nella regione del Khammuane. Quest'anno in Laos sembrava esserci un mezzo raduno speleologico, nei primi mesi dell'anno, il culmine della stagione secca, giravano ben nove diversi gruppi speleo: italiani, francesi, rumeni, inglesi, tedeschi, praticamente mezza europa. Solo il nostro gruppo ha avuto un picco di trenta persone tra speleo e speleosub che mancava solo un Gran Pampel a fine serata. In tutti i casi il numero degli speleologi e direttamente proporzionale ai chilometri di grotte che ancora si trovano. Nonostante siano ormai quasi vent'anni che le esplorazioni sono riprese, il carso laotiano è ancora generoso. Le aree ancora completamente inesplorate non mancano, anzi aspettano. Anche noi nel nostro piccolo qualcosa abbiamo riportato a casa: circa dieci i chilometri di esplorazione, con la bella Tham Pha Lom di oltre 2,5km per +270, che continua, una buona prosecuzione di 2,5 km nel sistema del Nam Koang che arriva così a circa 9km di esplorato e tante altre grotte molto promettenti, lasciate per il futuro, fermi su pozzi o traversi in galleria. Come si vede bene nelle belle foto di Jean Micheal, le dimensioni in Laos sono sempre generose e trovare un strettoia è una vera impresa, ma certo che la grande galleria fossile della Tham Luang, con i suoi oltre 100 metri di larghezza per 70-80 di altezza, lunga oltre mezzo chilometro, è una bella esagerazione, praticamente in buona posizione tra gli spazi vuoti più grandi del pianeta. Read more...
3/3/10 17:21:23,
USGS Scientists, Research Help Haiti Reconstruction »»
USGS scientists are helping Haitians lay the groundwork for reconstruction and long-term earthquake monitoring in the wake of the Jan. 12, 2010, magnitude-7 earthquake, by providing geologic research that will assist with the establishment of new building codes in the country.
“USGS research will contribute to explicit recommendations to both the Haitian government and the international community that is assisting the reconstruction efforts,” said Walter Mooney, USGS research geophysicist, who recently returned from Haiti.
The most recent USGS scientists traveling to Haiti are Carol Prentice and Rich Briggs, who arrived on Feb. 24, 2010. Prentice and Briggs will work with scientists from the University of Texas to measure coastal uplift. This USGS team of scientists is part of the Earthquake Disaster Assistance Team program, a new initiative between the USGS and the USAID Office of Foreign Disaster Assistance.
This research follows the work of Mooney and a team with expertise in seismology and earthquake engineering from the Earthquake Engineering Research Institute, who were in Haiti between Jan. 26 and Feb. 3, 2010. This team, supported by the United States Southern Command, surveyed Port-au-Prince to understand the geologic and engineering factors that contributed to the greatest damage from the shaking.
Mooney says new building codes for reconstruction in Haiti will be based, in part, on USGS research on geologic conditions that make some areas more at risk for damage than others. Currently, Haiti has no such standards in place, a factor that contributed to the recent widespread devastation.
“It’s imperative that we move quickly,” he adds, “because in some areas reconstruction has already begun that may not withstand another earthquake of this magnitude.”
Soil conditions, for example, play a big role in how a building fares during an earthquake. "Specifically, we found that buildings on harder, more stable bedrock fared much better than buildings on softer sediments, such as those located in the center of cities like Port-au-Prince and Leogane," Mooney said.
The USGS scientists also installed seismic monitoring stations onto hard rock, as well as in the softer sedimentary basins. These monitoring stations precisely measure the location, frequency, and severity of the shaking, giving scientists the ability to assess the most dangerous and vulnerable areas.
Though an earthquake of this magnitude has not occurred since 1860, another large earthquake could strike Haiti in the near future. Beyond the immediate research following this earthquake, long-term monitoring using GPS will measure changes in the movement of the fault that runs through Haiti.
A PDF of the report from the USGS and Earthquake Engineering Research Institute team is now available online.
For additional information on USGS research in Haiti, listen to a USGS podcast. Photos taken by Walter Mooney are available below.
Girovagando nella cittadina di Monteleone Sabino, paese abbastanza interessante per i ritrovamenti di epoca romana: si può visitare il locale museo contenente epigrafi, ceramiche e materiale lapideo. Poco fuori del paese si possono fare due passi anche negli scavi di un anfiteatro. Nella vicina chiesa di Santa Vittoria, di stile romanico, vi è nella parte ipogea una graziosa e piccola catacomba. Nella via principale del paese, via Castello, mi sono imbattuto in una Triplice Cinta incisa su di una pietra squadrata e appoggiata lungo la via. Anche questa sembrerebbe non ancora censita.
1/3/10 21:22:00,
Travessia Sima del Cueto ? Cueva Coventosa »»
Durante a semana da travessia, no albergue onde pernoitamos, lá fomos ouvindo histórias de incursões que correram mal contadas pela boca da simpática proprietária do sítio. Com toda a certeza, ouvi-las não ajuda lá muito bem à preparação psicológica que é preciso ter para vencer esta mítica travessia.
A imensidão subterrânea não dá espaços a enganos ou a faltas de acautelamentos, qualquer situação de emergência deve ser resolvida pela própria equipa e quando esta não a consegue resolver, então está mesmo metida em sarilhos.
A preparação é de facto fundamental, facilmente se gasta mais de 25 horas desde a marcha de aproximação até à realização efectiva da travessia e os números deste sistema cavernícola são impressionantes: são 815m de profundidade máxima, 32.529m de desenvolvimento, um poço directo de 302m, uma sala com 11.000m2 e um rio subterrâneo com mais de 30km.
Na manhã do dia 3 de Junho, enchendo o peito de coragem, saímos cedinho do nosso albergue e pelas 6:30h chegamos à localidade de San Juan de Socueva onde deixamos o carro.
Com o sol a nascer, iniciamos a marcha de aproximação montanha acima. Foram necessárias cerca 3,5h para vencer o desnível até aos 980m onde se situa a boca de entrada da gruta, aí equipamo-nos e esperamos um pouco que a transpiração da subida secasse para depois iniciar a travessia.
Foi com assombro que me pendurei sobre o grande poço de 300m directos. Esperava-nos, depois de chegar à base de 581m que somam a totalidade da vertical, um percurso de 6,7km com as mais variadas exigências técnicas e físicas. Só aqui, no poço directo, gastaríamos 3 horas para desce-lo e ainda o percurso não era nada. Doía-me o pulso de passar tanto tempo a pressionar o descensor.
Depois dos fabulosos poços chegamos à majestosa Sala das Onze Horas onde me impressionou, entre outras coisas, o facto de haver blocos rochosos quase do tamanho de autocarros; foram praticamente escalados. Éramos quatro, bem fisicamente, e isso foi o nosso melhor trunfo para seguir em frente. Atravessamos a chamada rede intermédia com galerias maravilhosas e forradas com formações de gesso.
As horas foram-se passando e o cansaço foi-se acumulando até que chegamos à rede da Coventosa. Aí esperava-nos três grandes lagos com 150, 120 e 100m com a água tão gelada que parecia que nos ía estalar os ossos.
Apertados pelo neoprene dos fatos e moídos pelo cansaço lá gastamos mais 3 horas até alcançar a saída. Tinham passado 15 horas desde a nossa entrada, restava-nos agora a marcha até ao carro.
Passos na História
1954 e 1966 Entre os anos de 1954 e 1956 os grupos franceses do Spéléo-Club de Dijon e Spéléo-Club de Paris, exploram os principais meandros da Coventosa.
1968 Os mesmos grupos, através de uma indicação dada por pastores, chegam à entrada da Sima del Cueto e pouco depois alcançam a base do poço, a 300m de profundidade.
1979 A partir do ano de 1968 as explorações prosseguem para unir as duas redes, sendo esse objectivo atingido em 1979 com a participação do Spéléo Grenoblois du Caf.
Ainda em 1979, o Spéléo-Club de Dijon mergulha no sifão e une-o com a rede de entrada da Coventosa.
O vídeo integral pode ser descarregado, nas versões Windows Media, DVD e Blu-Ray, na secção de vídeos do sitehttp://www.lpn-espeleo.org/
1/3/10 09:24:00,
Paolo Dori Illuminazione speleo »»
Posto con piacere le ultime novità in fatto di illuminazione speleo dell'amico Paolo Dori, speleofotografo che non ha bisogno di commenti ma anche ottimo progettista e tecnico dell'illuminazione foto e personale.
26/2/10 20:21:40,
Glacioespeleología en el Perito Moreno »»
Una veintena de integrantes del Grupo de exploración geográfica ?La Venta?, de Italia, se encuentra en campaña dentro de los glaciares del Parque Nacional. Llevan 15 años estudiando su comportamiento y documentando todo en fotos y videos. La semana próxima darán una charla abierta donde brindarán detalles sobre su trabajo.
Una expedición de espeleólogos y glaciólogos se encuentra desde hace…
25/2/10 14:08:00,
Laos 2010: Garfagnini allo sbaraglio. »»
25/02/2010 Thakek
Siamo rimasti in 4! Gli amici italo-francesi ci hanno lasciato con una grande opportunita' che abbiamo colto al volo: ESPLORARE LA MITICA NAM PAKAN. Rientriamo a Thakek contenti del lavoro fatto: abbiamo trovato circa 30 grotte per un totale di circa 7 Km di rilievo, abbiamo percorso piu' di 100 Km a piedi, sul camion e trattore alla ricerca del buco giusto; solo gli ultimi giorni pero' sono stati premiati: 2 grotte di circa 1,5 km con gallerie enormi e sale spettacolari.
Adesso siamo allo sbaraglio: Erba tiene la cassa, il Gino prova a parlare inglese e francese, Loris ha da badare a Iacopino. La spesa e' fatta, i permessi sono pronti, domani si va a nord pronti a gonfiare i canotti verso lidi sconosciuti. Ci sentiamo tra una settimana...
23/2/10 10:49:00,
70 anni fa: la città sotto i bombardamenti »»
COMUNICATO STAMPA
Il giorno sabato 6 marzo, alle ore 14,30 presso l?Auditorium Cà Granda (Viale Ca? Granda n. 19, Milano - ATM 5, 51, 86) si terrà il Convegno:
70 anni fa: la città sotto i bombardamenti I RIFUGI ANTIAEREI A DIFESA DEGLI INERMI
INGRESSO GRATUITO
Si aprono nei nostri ricordi i Settanta anni dall?inizio della Seconda guerra mondiale per l?Italia. Si devono mantenere vivi quei momenti della popolazione civile sotto le bombe, la quale, da sempre, subisce le guerre. Si devono trasmettere quegli interminabili attimi tra fischio della bomba d?aereo che cade e deflagrazione che distrugge. Si devono mantenere nella memoria attraverso le molteplici strutture realizzate, raramente ?a prova di bomba?, che dovevano proteggere gli inermi, ovvero la popolazione civile. I rifugi antiaerei devono essere visti come ?musei di sé stessi?, devono essere fruiti così come il tempo ce li ha consegnati. Il loro stato globale di conservazione presenta i segni dell?abbandono, ma senza che le strutture stesse siano compromesse. Gli interventi sarebbero quindi limitati e non invasivi, di costo contenuto e d?indubbia valorizzazione di un qualcosa che ad oggi, sul territorio nazionale, ha pochi eguali. Potrebbero diventare contenitori di memoria e d?emozioni, ospitando anche mostre di vario genere che, in qualche modo, li farebbero vivere e mantenere nel tempo, nella memoria visiva, affinché non si debbano più utilizzare sotto le bombe. Occorre trasmettere alle generazioni che ci seguono il messaggio che la pace va assolutamente e sempre mantenuta: tremila anni di storia sono sufficienti a ricordarcelo e noi dobbiamo fermamente apprendere per applicare.
Per l?Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano ? Circolo di Legambiente il presidente Gianluca Padovan
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L?Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano ? Circolo di Legambiente presenta il convegno:
70 anni fa: la città sotto i bombardamenti I RIFUGI ANTIAEREI A DIFESA DEGLI INERMI
Sabato 6 marzo 2010 c/o Auditorium Ca? Granda Viale Ca? Granda n. 19 Milano (ATM 5, 51, 86) Ore 14.30 ? INGRESSO GRATUITO
INTERVERRANNO:
Franco Tucci (Consiglio di Zona 9 ? Niguarda) Bruno Casati (Già Assessore della Provincia di Milano) Luca Squeri (Assessore Patrimonio e Demanio della Provincia di Milano) Massimo Cò (Direttore Centrale Patrimonio e Servizi Generali della Provincia di Milano) Antonio Pizzinato (Presidente Regionale A.N.P.I.) Onorio Rosati (Segretario della Camera del Lavoro di Milano) Damiano Di Simine (Presidente Legambiente Lombardia) Roberto Basilico (Presidente Federazione Nazionale Cavità Artificiali) Gianluca Padovan (Presidente Associazione SCAM-Circolo di Legambiente)
Si presenteranno inoltre i seguenti contributi: - Laura Barbirato (Preside Scuola via Bodio): Il rifugio della Scuola Elementare di via Bodio a Milano - Maria Antonietta Breda (Politecnico di Milano): I rifugi antiaerei in cemento armato a Milano - Fabio Fabbri (Direttore Qualità Urbana Comune di Sesto S.G.): La scoperta del rifugio antiaereo di via Falk a Sesto San Giovanni - Alessandro Merlotti (Politecnico di Milano): Il rifugio in cantina - Claudia Ninni (Federazione Nazionale cavità Artificiali): I rifugi antiaerei di tipo speciale - Michela Zucca (Antropologa): Donne di Niguarda sotto le bombe - Emilia Borghi (Presidente AUSER Forlanini): Il filo della memoria tra le generazioni: lo stage degli studenti in una RSA (Residenze Saniterie Assistenziali) Read more...
22/2/10 22:04:38,
Novo delovi??e pri "Se?anski bolnici Franji" 22 - 02 - 2010 »»
Danes popoldne sva ?la iskat nekaj ?pranj, ki sva jih na?la pred nekaj leti v okolici se?ansko -bazovi?ke gmajne. "Stari" zapisnik, nama je omogo?il hiter dostop, do treh najdbi??, ?etrte in zadnje ?pranje, pa nisva na?la, morda sva jo "zelo" dobro zamaskirala. Izbrala sva najobetavnej?o in se jo lotila. Prekopala sva vso zemljo (blato) do ?pranje v ?ivi steni. Iz ?pranje mo?no piha, zgleda da ni dalj?a od metra in da se zatem previsi v brezno, dolgo palico je nama, kar pogoltnilo. Delo bova nadaljevala v suhem vremenu.
Se fino "namazala" z blatom Stojan in Claudio
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22/2/10 21:55:00,
Il mistero delle segrete di Ostra »»
Vengo contattato dal responsabile della Pro Loco di Ostra: c'è un sotterraneo allagato proprio nei locali sottostanti quelli della loro associazione, dal quale provengono strani suoni e rumori che a volte assomigliano a gemiti altre a rumori secchi come schiocchi di frusta o vetri che si infrangono. I Cavebusters rispondono e il Giovedì siamo a Ostra. I nostri ospiti ci accolgono sbigottiti... perchè abbiamo sbagliato giorno, l'appuntamento era fissato per il giorno successivo. Niente panico, gli sfaccendati abituè del locale si dicono comunque entusiasti di intraprendere una esplorazione piena di insidie con gli impavidi e attrezzatissimi Cavebusters (jeans e casco, addirittura uno dotato di vetusto impianto ad acetilene, una rarità da un passato ingombrante e imbarazzante ma che fa sempre la sua porca figura dopo tutto). Il tipo ci conduce all'ingresso, subito un odore di stantio e ammuffito ci avvolge, dopodichè un leggero retrogusto di insaccato ha decisamente la meglio, " effettivamente qui ci organizziamo le sedute mangerecce dell'associazione" ci conferma il non più giovanissimo presidente di fresca nomina, come ci tiene a sottolineare. Ma procediamo. Uno scivolo discretamente ampio di qualche metro, con gradini appena accennati ci dovrebbe condurre al locale. Frontali in testa lo percorriamo speditamente incuranti dei possibili tiri Mancini che gli spititelli del luogo più o meno porcelli potrebbero giocarci, quando ad un tratto ecco materializzarsi dal nulla dell'acqua sotto i nostri piedi, Chicco ce l'ha ormai alle caviglie e terrorizzato dall'evento retrocede a grandi passi. ma forse l'acqua c'è sempre stata. Nella cantina dal soffitto a volte di fronte all'ingresso una scitta esoterica ci accoglie, o forse è solo il logo dell'antica fabbrica di mattoni. Con le luci di profondità indaghiamo il corridoio centrale che appare di una profondità incommensurabile (sopratutto se le batterie dellaTikka sono scariche), tanto che non se ne vede la fine, posta una ventine di metri più avanti. L'acqua ristagna sul fondo, nel mezzo più alta ai lati lambisce appena il pavimento. Una quantità di concrezionamenti attira la nostra attenzione, un capello d'angelo di circa un metro, alcune velette dai colori oro e rossastri, ma la sorpresa più gradita sono le vaschette con pisoliti, piccole ma perfette. Immediatamente scatta la razzia, subito seguita dal rimorso e dal rimprovero vicendevole, poi di nuovo bagarre sulle madreperle carbonatiche. Una voce sinistra e martellante risuona nelle nostre teste: "tessssorooo". Intanto le più bizzare ipotesi si fanno strada sulla presenza di questa acqua nelle cantine di un pese posto sul colmo di una collina. non trovando spiegazioni fisico geologiche plausibili, il discorso devia sulle forze magiche del soprannaturale che è solito manifestarsi in tali ambienti, infatti dopo un lungo raziocinio viene avvallata senza dubbio la perdita dello sciaquone del bagno della famiglia soprastante... Never stop enjoing!! Read more...
Sabato 30 Gennaio: l'idea è di disarmare i salti che conducono a Sala Villa, complesso del fiume, ma il Lello ci avverte di una sua esplorazione in corso da quelle parti, chiedendoci di rinviare l'operazione e invitandoci. Ci sono alcuni vecchi e novizi di Castello, sembra una rimpatriata di vecchie glorie. Un paio di manzi per far passare le chiappone dei corpulenti (praticamente tutti eccetto Silvia) e si passa. Subito esploriamo e rileviamo circa 80Kilometri di gallerie nuove... questa è l'immaginazione del Lello che corre, la realtà invece è questa: al di là una pozza di falda, va Luca con muta stagna poi alla meno peggio con teleferica volante qualcun'altro ma dopo alcune decine di metri sifona. Si verificano altri passaggi e un camino. Scarse speranze di prosecuzione, ottime invece le speranze di farci una bella pizza in compagnia. Read more...
22/2/10 17:56:00,
20 Febbraio 2010 - Grotta dell'acqua fitusa »»
22/2/10 13:24:25,
13-14 Marzo 2010 incontro per l'utilizzo del GPS. »»
Genova Sestri Ponente 13-14 Marzo 2010 incontro per l'utilizzo del GPS.
L'incontro darà la possibilità di confrontarsi sull' utilizzo del GPS, in particolare in campo speleologico.
Ogni partecipante avrà la possibilità sia di imparare ad utilizzare un GPS sia esporre le proprie esperienze a riguardo.
Verranno fatte sia esercitazioni pratiche che discussioni teoriche.
Ogni partecipante avrà sia la possibilità di seguire le discussioni che relazionare le proprie conoscenze.
Il costo iscrizione comprendente pernottamenteo, uso dei locali, riscaldamento e cucina sarà al massimo di 15 euro (a seconda del numero di partecipanti).
Argomenti:
- Principio di funzionamento del GPS e cartografia
- Utilizzo del gps per creare waypoints e tracce.
- Programmi PC per gestire tracce e waypoints.
- Dove trovare le mappe e come creare mappe personalizzate.
Sabato 13 marzo
ore 9:00 cartografia, principi di funzionamento del GPS
ore 12:30 pranzo a sacco
ore 14:30 pratica uso del GPS , tracce e waypoints
programmi di gestione waypoint e tracce
ore 20:00 cena,
ore 21:00 discussioni, filmati
Domenica 14 marzo
ore 9:00 pratica Ozi e programmi di gestione waypoints
ore 12:30 pranzo
ore 14:30 creazione di mappe personalizzate, discussioni aperte
Durante i due giorni sarà possibile visitare il Museo speleologico del Monte Gazzo.
Uscita speleo-divulgativa per gli amici del cai Tivoli-sottosezione Monterotondo e Subiaco, organizzata dall'amico Roberto (Bobbo per gli amici) La grotta che ha sopportato questa pressione umana è stata grotta grande di Muro Pizzo in Loc. Monteleone Sabino,
Partecipanti Speleo Club Roma Gianni Mecchia e Maria Piro che hanno fornito informazioni e risposto alle domande di carattere speleo-carsico-geologico Silvia Mogliazza Roberto Ciotola Stefano Bevilacqua e Rosa De Filippis e amici Luca Cavallari
Gli amici del Cai Tivoli sottosezione Monterotondo e Subiaco e Giuseppe Trizzino
Il bosco...
Entrata...
Il magnifico gruppone....
Concrezioni varie
Doli Giuseppe armato sempre di Nikon D700 Silvia Mogliazza, antropologa ( speleo club roma) e Maria Piro , geologa ( speleo club roma) teschio... l'uscita...
lettera di Luca dalle Tezze che volentieri pubblichiamo
Tutelare il Buco del Prestigio
Ci troviamo in un territorio collinare proprio a ridosso della pianura ad una altitudine compresa tra i 200 m e 300 m slm, in comune di Cornedo Vicentino in località Spagnago, contrada Cocchi.
Ambiente concrezionato al Buco del Prestigio -Le grotte naturali situate in [...] Read more...
21/2/10 15:38:34,
Da?k?v ?líbek - první expedice »»
20/2/10 14:37:47,
Vídeo: prácticas de espeleosocorro »»
Noticia aparecida en los informativos regionales de TVE Aragón el pasado mes de septiembre, sobre las prácticas del grupo de Espeleo Socorro Aragonés en las fuentes de Escuaín.
20/2/10 12:08:35,
progetto bat box a Mantova !! »»
carissimi soci volevo avvisarvi che venerdì 26 febbraio p.v. alle ore 20.30 presso l\'aula magna della scuola Enaip di Mn via Bellonci, n°1 verrà presentato ufficialmente il progetto \"bat box: un pipistrello per amico\", nel quale noi come gruppo siamo direttamente interessati per la divulgazione, installazione e monitoraggio delle bat box a mantova. altri padrini della serata saranno: il Comune di Mantova, la scuola Enaip ed il Museo di Storia Naturale dell\'Università di Firenze. sul nostro sito, nell\'apposita sezione, trovate ulteriori informazioni. un\'altra occasione per farci conoscere meglio dai nostri concittadini. vi aspetto tutti, ovviamente in divisa !!! ciao zio@le Read more...
Pois é, nem sempre a espeleologia é a actividade que caracteriza esta associação.
No passado Sábado, dia 13 de Fevereiro, o NEALC efectuou um salvamento de uma gata que tinha subido a um pinheiro de grande porte, com perto de 20m de altura, quando fugia a um seu inimigo nº1, o cão.
Esta gata como sempre foi criada dentro de casa, como todos os gatos que são cridos dentro de casa, não tem a astúcia de um gato mais ?selvagem?, sobem para se defender do seu opositor. Quando chega a hora de descer, não o fazem, pois não estão habituados a descer e a subir árvores como os seus ?irmãos selvagens?, e apenas sobem até não poder mais?
Esta gata já estava à cinco dias retida no cimo da árvore, com noites de chuva e muito frio ou gelo, como da última noite antes do seu salvamento, em que caiu muito gelo.
Os seus donos foram para Espanha, e a gata com muitas saudades deles, concretizou uma fuga de casa com saudades daqueles que a trataram sempre muito bem. Fugiu para uma quinta ali perto, onde se cultiva agricultura Biológica, como o seu vizinho Humano, preocupado com a Gatinha de estimação dos seus vizinhos pelos dias de Inverno que se adivinhavam muito gelados e chuvosos, tentou a sua maneira resolver a situação mas sem sucesso. Ainda chamou os Bombeiros locais, mas estes como não estão dotados de meios matérias, como uma auto-escada, abriram a agulheta e lá vai disto, assustaram mais o ?bicho? e correu até ao último galho do pinheiro. Como não solucionaram o problema deixaram o animal.
Contudo o seu ?vizinho? determinado em tirar o pobre do animal, procurou ajuda a outros seus amigos que por sua vez lhes falaram de que talvez uns indivíduos, um pouco estranhos, que andam debaixo de terra com umas luzes meio esquisitas e que utilizam umas ?guitas? para descer, talvez pudessem subir ao pinheiro e tirar o mansinho animal que estava lá a já cinco dias.
Recebemos o contacto do senhor, e lá fomos nós com o nosso material tirar a pobre gata regelada de tanta noite passada ao relento.
Nessa manhã de Sábado os seus donos já haveriam regressado de Espanha, e já nos esperavam ansiosos para poder assistir ao seu salvamento, pois o seu vizinho já os teria posto ao corrente da situação.
Colocamos o nosso material recorrendo as técnicas do Arborismo, e lá fomos resgatar o animal, que quando viu alguém ao seu nível, levantou a cabeça, como que a dizer: ?finalmente alguém para me tirar daqui?. Estava agachado com frio e talvez algum medo devido a altura, pois não se mexeu muito apesar de dar a ?mão?, não fugiu mais para a ponta da tranca da árvore, pois ela queria era sair dali.
O seu dono disse que era mansinha, mas como estava com medo e assustada pensei que fugisse mais para a ponta dessa tranca, de modo a que nós não conseguíssemos alcançar. Se assim, fosse teríamos de cortar a tranca e teria de cair cá em baixo.
17/2/10 22:34:00,
POUS D'AIGUA, TECNOLOGIA ARTESANAL. »»
Normalment quan requereixo desenvolupar un article, cerco informació en pagines de l'internet, cercant informació per ampliar coneixements, donar una bona i l'hora contrastada informació, de vegades em cal aprendre i entendre per conèixer ..... ningú és sabí ni tan sols en el seu ofici...... a banda de la bibliografia de què gaudeixo. Sempre, quan ens llevem aprenem una cosa més abans d'anar a dormir. Així que cercant informació sobre uns temes relacionats, trobo uns vídeos del Youtube, força interessants i que son de l'interès de la gent que segueix aquest blog, a estones tediós, també repetitiu, alguns cops interessants, prou que és difícil mantenir un nivell d'interès, m'agrada més explicar el que em fascina i/o interessa. Al tema, que se'm gira l'olla i surto per les Guilleries. Fa relativament poc temps un conegut, realitza un pou per poder tenir més aigua al mas, llogant un pouaire de la comarca. Havent-li de fer dos pous, doncs el primer d'ells no li sortia l'aigua promesa. Recordo ara les paraules del company David, Radomant per generació, allà on feren el primer pou ell avança que no el faria, car que les seves sensacions no auguraven prou aigua. El segon ha estat un èxit ja que a la meitat de profunditat l'aigua brolla clara i prou abundant. Dit això el preu que ha calgut pagar resulta molt elevat, cosa que omple de joia, però també hipoteca part dels minsos ingressos d'un pagès, amb més despeses que guanys, vida a precari sobre tot si els temps no son gaire gloriosos. I si això ho traslladem a l'anomenat tercer món, el cost, i la poca viabilitat econòmica pel que ni tenen els mitjans ni perspectives de tenir. Ara bé l'enginy és el que ha fet que l'ésser humà sigui capaç d'arribar a cotes insospitades.... també sospitoses que de tot hi ha a la vinya del senyor Manel. Agafem el bo que el dolent ja ho trobarem. En aquests països com deia, l'enginy i la bona voluntat de persones, fa que aquests problemes quedin relativament superats.
Poso aquest exemple, perquè penso resulta molt interessant per tots aquells que ens agrada fer andròmines, provatures i altres, pels que no fan però és meravellen amb el que fan altres, i per la qualitat pedagògica que desprèn el film. On et fas la idea de com algunes coses han arribat a ser possibles. No hi ha paraules, però si fets, pas a pas, extrèiem com és fa possible aquest procés, més que si ho féssim amb una maquina perforadora. En l'esquema següent podem observar les diferents tipologies de pous, els de tipus artesià, el surgent que pel desnivell (gradient hidrològic) que hi existeix per al nivell piezomètric, brolla l'aigua sense necessitat que mitjans mecànics o electromecànics, els artesians que el nivell d'aigua resta per sota del nivell piezomètric i que l'aigua ha de ser extreta per bombeig. El pou convencional que aprofitant l'escorrentia s'omple a partir del nivell freàtic dels aqüífers lliures, també procés que s'interpreta en les mines d'aigua. Així seria a grans trets com extrèiem aquests recursos.
El vídeo és fet en dues parts, ens mostren com amb mitjans senzills i a l'abast ( en l'exemple de reutilitzar no reciclar) construeixen un pou, en el cas d'un aqüífer confinat, on difereix de l'artesià car que aquest surt l'aigua per si sola degut a què és troba per sota del nivell piezomètric. Així amb una gran astúcia penso comandats, pel de la bandereta d'alemanya, mestre i aprenents realitzen un pou en la gent amb escassos recursos poden gaudir de l'aigua font imprescindible de vida.
Slovenia, venti milioni per comprare le Grotte di Postumia
Grotte di Postumia in vendita per sanare il buco finanziario della Istrabenz. Va all?asta la società controllata che ha in concessione le celebri e immense cavità carsiche e la proprietà del castello adiecente l?ingresso della grotta principale. Prezzo base 20 milioni di euro
Grotte di Postumia
TRIESTE ?A.A.A. Grotte di Postumia vendesi?. Non è uno scherzo di Carnevale. Il buco finanziario della società Istrabenz, infatti, costringe la diretta controllata che si occupa del settore turismo, ossia la ?Istrabenz Turizem? a vendere i suoi "gioielli? per cercare di venire incontro alle pressanti esigenze delle banche creditrici. E così ha deciso di mettere all?asta la società ?Turizem Kras? che ha in concessione la gestione delle Grotte di Postumia e la proprietà del castello adiacente l?ingresso dell?immensa cavità carsica.
VALORE. Il prezzo di base è stato stabilito che sarà di 20 milioni di euro, ma secondo gli esperti, se l??Istrabenz Turizem? ne raccoglierà 15 di milioni potrà ritenersi soddisfatta.
SACRILEGIO. Qual è il maggior timore che ora circonda la Grotta e i suoi abitanti? Che a subentrare nella concessione ventennale delle grotte sia un acquirente straniero. Una sorta di sacrilegio. Così il presidente dell?Associazione industriali di Postumia Igor Blazina ha subito preannunciato che i consociati sono anche loro pronti a predisporre un?offerta per la gestione dell?area turisitica di Postumia. Le offerte dovranno pervenire entro il 15 marzo. Le buste saranno aperte nel mese di aprile quando il venditore potrà stringere gli accordi di rito con l?eventuale compratore della società Turizem Kras. L'OPERAZIONE. L?Istrabenz Turizem vende così principalmente il marchio commerciale delle Grotte di Postumia a cui lavorano 130 dipendenti, nonché il castello di Predjama e alcuni altri immobili dislocati a Postumia, ma di valore minore. La società Turizem Kras ha fatto registrare nel 2009 10,5 milioni di euro di incasso (erano 11 nel 2008), di questi solo 6 milioni dai biglietti d?ingresso alla Grotta di Postumia per un totale di mezzo milione di visitatori, più di 600mila euro dal biglietto d?ingresso al Castello di Predjama. L?utile netto è stato di 1,42 milioni di euro.
ORGOGLIO. Il battagliero presidente dell?A ssociazione industriali Igor Blazina ha dichiarato al quotidiano lubianese ?Delo? che all?interno della locale Assindustria si stanno dando un gran da fare perché la loro possa risultare l?o fferta vincente perché in un caso come questo è fondamentale che la gestione delle bellezze naturali della Slovenia rimanga in mano slovene. «Di certo - ha dichiarato - noi sloveni, quando nel 1990 abbiamo votato per l?indipendenza non avevamo in mente fatti simili».
MINISTERO. Laconica la risposta del portavoce del Ministero dell?economia sloveno, il quale spiega che l?esecutivo nel 2008 ha rinnovato per 20 anni il contratto di concessione delle grotte alla società Turizem Kras e non ai proprietari di questa società, per cui la Istrabenz turizem non può incidere sui diritti di concessione. Del resto, hanno altresì precisato Lubiana, che il governo non può in alcun modo intervenire per garantire chi sarà colui il quale in questo caso subentrerà nella proprietà, perché se così facesse si ritroverebbe sul capo una procedura di infrazione da parte dell?Ue. RIPRODUZIONE RISERVATA
16/2/10 09:07:00,
Mina de plomo La Martorellense »»
El grupo de espeleologia Speleocorb de Corbera de Llobregat que conjuntamente con otros colaboradores trabaja desde el dia 9 de abril del 2007 en estas minas, nos brinda la oportunidad de realizar una visita amenizada con un buen almuerzo antes de iniciar la actividad
13/2/10 21:06:48,
Nova jama na lipi?ki gmajni. 13-02-2010 »»
V prvi polovici januarja letos sva jaz in Claudio ?la vsak po svoje na sprehod na teren zahodno od Lipi?ke jame. Ko sva si po?iljala slike in film?ke o obetavnih ?pranjah na terenu, sva se posmejala ko sva videla, da sva oba snemala eno lepo razpoko prav ob stezi.Claudio jo je ?el pregledat s Stojanom in se odlo?il, da se spla?a za?eti s kopanjem. Na dnu je majhna ?pranjica komaj komaj pihala, za?ela sta kljub temu s kopanjem, pihanje se je s kopanjem po?asi ve?alo.
Na pomo? je prisko?il tudi Emil Kari? iz se?anskega jamarskega dru?tva, v treh je delo napredovalo hitreje... Read more...
13/2/10 12:30:30,
Partita spedizione esplorativa per il ghiacciaio Perito Moreno »»
Esplorazioni in corso sul ghiacciaio Perito Moreno E' appena rientrata una piccola spedizione alla Cueva de los Cristales e un nuovo gruppo gi ripartito Read more...
12/2/10 00:10:00,
Imagenes de NODO sobre Espeleologia Matienzo 1965 »»
I LED è l'acronimo di Light Emitting Diode (diodo ad emissione luminosa), sono sempre più utilizzati in ambito illuminotecnico in sostituzione di alcune sorgenti di luce tradizionali. Oggi questa sorgente di luce è arrivata ad una efficienza che supera di molto le vecchie lampadine, studi di mercato indicano che nel 2015 il 30% delle lampade in Europa saranno in tecnologia LED. Oltre al la efficienza luminica che rappresenta baso consumo energetico, i LED sono molto robusti meccanicamente (supportano colpi e e vibrazioni senza problemi), anno una vita utile molto lunga (50.000 ore); queste caratteristiche rendono i LED il sistema di illuminazione ideale in ambito Speleo. Molti gruppi Speleo anno cominciato a lasciare le lampade a carburo promozionando la illuminazione a LED.
10/2/10 23:13:00,
Pozzo Canseria: Le esplorazioni Speleosubacquee di Marzo 2009 di Franco Vescera e Riccardo Leonardi »»
Finalmente ci è possibile pubblicare le foto che testimoniano le esplorazioni di Marzo 2009 al Pozzo Canseria, prima dello svuotamento del sifone e delle significative scoperte che ne sono succedute.Dopo il nostro tentativo di superamento di Febbraio 2009, ampiamente documentato, ci rivolgemmo a due esperti speleosub del Centro Speleologico Etneo: Riccardo Leonardi e Franco Vescera, i principali esploratori dei sifoni della Grotta Villasmundo e molto altro ancora.
I due speleosub furono supportati dagli sherpa del nostro gruppo e dello Speleo Club Ibleo.
Durante la sua immersione, Franco percorse circa 30 metri di sifone, esplorando una zona che tutt'ora presenta molti interrogativi.
Ringrazio gli specialisti per l'apporto fornito e ricordo loro che, essendo già stati precettati per le future esplorazioni Speleosubacquee estive, dovranno ri-sopportarci ben presto.
Concludo scusandomi anche a nome di tutto il Team Canseria per il vuoto di aggiornamenti esplorativi.In questi mesi, in collaborazione con lo Speleo Club Ibleo, stiamo preparando un minuzioso resoconto documentativo e topografico, oltre a pianificare i futuri campi primaverili e estivi.
9/2/10 07:30:10,
Gita alla grotta ?Pozzi della Piana? - 21 Febbraio 2010 »»
Domenica 21 Febbraio gita aperta a tutti grotta ?Pozzi della Piana? e a seguire….Salsicciata e Vino!
La bellissima grotta ?Pozzi della Piana? si apre nelle vicinanze del paese di Titignano, splendido belvedere nei pressi del lago di Corbara.
La cavità, a sviluppo quasi interamente orizzontale, è caratterizzata da intricati labirinti che ne rendono suggestiva la percorrenza. La grotta presenta anche delle magnifiche concrezioni (colonne, stalattiti e stalagmiti) che vi faranno restare a bocca aperta!
Al termine della visita in grotta (durata prevista 3 o 4 ore), tempo permettendo, ci trasferiremo presso il vicino rudere della Roccaccia da dove potrete godere una vista eccezionale delle gole del Forello gustando salsicce alla brace e buon vino.
Per info:
rivolgersi ogni giovedì dalle 21,30 alle 23,30 ed entro il 18 febbraio 2008 al
Gruppo Speleologico C.A.I. Perugia - Via Santini, 8 (zona Elce) - PERUGIA
tel.: 075 584 70 70 / e-mail: gruppo@speleopg.it oppure contattare Stefano al 347 0967273 o Filippo al 339 2289448
Per il volantino con il programma completo e i recapiti degli organizzatori cliccate QUI
Il Gruppo Speleologico Padovano CAI vuole offrire a tutti l?occasione per addentrarsi nelle profondità della Terra. Vi è un mondo imprigionato nelle pieghe della terra, raschiato dalla trasparenza dei suoi abitanti, corroso dalle mille lacrime che lì vagano. Un mondo che racchiude il significato di ogni vita, un mondo che luce non brama, le cui parole diventano brividi sulla pelle; è in questo mondo che intendiamo guidarti, sperimentando le forme più oscure della paura, strappando a te stesso la forza per andare avanti, passo dopo passo, cunicolo dopo cunicolo, in costante ricerca del buio; più profondo di quanto possiate credere, più oscuro di quanto abbiate mai osato immaginare, questa è la speleologia? Quest'anno una serata sarà dedicata al canyoning, per permettere a tutti di addentrarsi in un mondo fatto di roccia levigata e acqua tuonante, una dimensione della natura senza dubbio ostile; una disciplina senza dubbio severa ma che concede tuttavia ampio spazio ad aspetti ludici e sportivi.
Tutte le sarate avranno luogo a partire dalle ore 21.00 presso la sede del Club Sommozzatori Padova - via A. Cornaro 1, 35128 Padova. Ingresso libero. Read more...
Il Gruppo Speleologico Padovano CAI vuole offrire a tutti l?occasione per addentrarsi nelle profondità della Terra. Vi è un mondo imprigionato nelle pieghe della terra, raschiato dalla trasparenza dei suoi abitanti, corroso dalle mille lacrime che lì vagano. Un mondo che racchiude il significato di ogni vita, un mondo che luce non brama, le cui parole diventano brividi sulla pelle; è in questo mondo che intendiamo guidarti, sperimentando le forme più oscure della paura, strappando a te stesso la forza per andare avanti, passo dopo passo, cunicolo dopo cunicolo, in costante ricerca del buio; più profondo di quanto possiate credere, più oscuro di quanto abbiate mai osato immaginare, questa è la speleologia? Quest'anno una serata sarà dedicata al canyoning, per permettere a tutti di addentrarsi in un mondo fatto di roccia levigata e acqua tuonante, una dimensione della natura senza dubbio ostile; una disciplina senza dubbio severa ma che concede tuttavia ampio spazio ad aspetti ludici e sportivi.
Tutte le sarate avranno luogo a partire dalle ore 21.00 presso la sede del Club Sommozzatori Padova - via A. Cornaro 1, 35128 Padova. Ingresso libero. Read more...
Este é um blogue sobre o mundo subterrâneo, vocacionado sobretudo para abordar assuntos sobre grutas, carsos e... mas não podemos ficar indiferentes ao que temos vindo a assistir, nos últimos tempos, na Serra de Sintra. Custa ficar indiferente perante tamanha destruição e, nesse contexto, é necessário dar um "grito de alerta", nem que seja num simples e modesto "blogue subterrâneo". E mesmo que tal, por absurdo que possa parecer, para nada sirva neste mundo de indiferença e (quase) vale tudo, é importante não ficar indiferente, impassível, calado perante tamanha enormidade.
O cataclismo que destruiu grande parte do coberto vegetal da Serra de Sintra deve estar certamente relacionado com a tempestade que revirou roulottes na Zona Oeste e arrasou estufas, entre outros inúmeros danos a pessoas e bens. Só pode ser isso... ou não pode? Tendo em conta que se trata de um Parque Natural, onde pretensamente se pugna pela conservação da natureza e da biodiversidade, só uma calamidade poderá justificar este enorme desastre que vem pôr em causa um património único. Mas o que mais importa salientar, neste momento, são os animais que habitam nessa serra, as plantas que a povoavam e o incremento da erosão que agora se verifica! Enfim, insistimos, mais uma vez, um verdadeiro e enorme desastre!!! Onde existia uma densa floresta, com árvores centenárias, existe agora um choque... Sim, um "choque emocional" para quem palmilha essa serra pé-ante-pé e vive cada recanto dessa mística Montanha da Lua há longos anos. Voltamos a insistir, um verdadeiro choque!!!
Bien, mas é curioso que subsistam inúmeros eucaliptos e uns quantos pinheiros! Incrível, uma tempestade selectiva?! E as árvores caídas pelo pretenso temporal apresentam o tronco cortado pela base!! Estranho, não é? E ainda ontem (domingo!) se ouviam serras mecânicas a "azucrinar" as pessoas e, mais importante, a fauna que vivencia ou sobrevive, respectivamente, esses ou nesses antigos e bucólicos lugares, outrora encantados!!!
Pois é, parece incrível mas é verdade! A verdadeira razão de tamanha destruição é tudo menos natural! É, pasme-se, obra humana!!! E, por muitas justificações que se dêem, razões que se avancem ou explicações por mais intrincadas ou doutas que se apontem, nada disso irá repor aquilo que foi destruído. Uma verdadeira barbaridade, para não falar na ganância economicista associada à venda da madeira... Palavras para quê?
Neste País em que se tem vindo a questionar a liberdade de expressão gostaríamos de evidenciar que esta tamanha forma de expressão merece também, da nossa parte, uma simples, mas sincera e sentida, forma de expressar a nossa opinião. E, já agora, o argumento da necessidade de proceder a tamanha barbaridade como prevenção de fogos florestais lembra-nos o argumentário de um famoso "cowboy amaricano" que, ao que parece, defendeu que sem árvores não ocorreriam incêndios florestais. Eureka :) Claro como a água, não é? No limite, no deserto não haverá fogos, nem árvores, nem animais, nem...
P.S.: Para mais informações, consulte, por exemplo, a secção Ecosfera do site do jornal Público. Read more...
2/2/10 11:31:00,
CSAD in trasferta per l'esame di AI e IT »»
30/1/10 21:03:00,
Rando dans le massif de Jaizkibel,guipuzcoa »»
Ce massif côtier,situé entre la frontière et San Sebastian, composé essentiellement de grès à ciment calcaire,est connu pour la présence de très belles formes d'érosion pseudokarstique.La dissolution du calcaire par les eaux de surface ainsi que l'érosion mécanique due au ruissellement,la pluie, le vent et les vagues,conduisent à des figures particulières étudiées par une équipe de géo spéleos locaux (Carlos Galan sociedad de ciencias Aranzadi) Un bon créneau météo le 22 janvier nous a permis d'aller y faire un petit tour et de prendre quelques photos! Read more...
Il lavoro è un po' tecnico (ed è in inglese) però può essere utile dare un'occhiata per capire che il fenomeno e' complesso, ma interessante e soprattutto che il futuro contributo di tutti gli spelei (anche i meno acculturati) può essere importante per avanzamenti in questo lavoro.
Infatti se vedete dei cerchi (sul pavimento) intorno a delle stalagmiti potete:
1) non pestarli e preservarli 2) fotografarli mettendo vicino qualcosa che faccia da scala 3) verificare se la stalattite e' attiva ed eventualmente quanto goccia al secondo 4) catalogarli assegnando un numero se sono più di uno e posizionandoli sul rilievo 5) Misurare il diametro minore (nel caso di ellissi) e distanza dalla stalattite (sul soffitto) (preferibilmente con distanziometro laser in bolla, ripetendo più volte la misura) 6) Se inviate i dati a noi, aggiorneremo un database con tutte le misure, ogni singola misura contribuisce a ridurre l'incertezza sui parametri che descrivono il fenomeno.
Tenete presente che i cerchi più piccoli misurati finora hanno diametro di circa 4 cm ed i più grandi di circa 50 cm quindi sono interessantissimi specialmente i cerchi più piccoli di 5 cm ed i più grandi di 40 cm, ma sono anche i più difficili da trovare, quindi guardate bene dove mettete i piedi ed aguzzate la vista!!!! N.b. e' possibile (ed interessantissimo) anche trovare dei cerchi molto piccoli incisi in negativo su gesso, per avere un esempio guardate la foto a p157 dell'articolo di Davis: http://www.caves.org/pub/journal/PDF/V62/v62n2-Davis.pdf
Ringraziamo tutti gli speleo che ci hanno aiutato nella raccolta dei dati dei cerchi; una lista parziale e' sul lavoro di JCKS, e speriamo che questa lista si allunghi in futuro....
Il lavoro è un po' tecnico (ed è in inglese) però può essere utile dare un'occhiata per capire che il fenomeno e' complesso, ma interessante e soprattutto che il futuro contributo di tutti gli spelei (anche i meno acculturati) può essere importante per avanzamenti in questo lavoro.
Infatti se vedete dei cerchi (sul pavimento) intorno a delle stalagmiti potete:
1) non pestarli e preservarli 2) fotografarli mettendo vicino qualcosa che faccia da scala 3) verificare se la stalattite e' attiva ed eventualmente quanto goccia al secondo 4) catalogarli assegnando un numero se sono più di uno e posizionandoli sul rilievo 5) Misurare il diametro minore (nel caso di ellissi) e distanza dalla stalattite (sul soffitto) (preferibilmente con distanziometro laser in bolla, ripetendo più volte la misura) 6) Se inviate i dati a noi, aggiorneremo un database con tutte le misure, ogni singola misura contribuisce a ridurre l'incertezza sui parametri che descrivono il fenomeno.
Tenete presente che i cerchi più piccoli misurati finora hanno diametro di circa 4 cm ed i più grandi di circa 50 cm quindi sono interessantissimi specialmente i cerchi più piccoli di 5 cm ed i più grandi di 40 cm, ma sono anche i più difficili da trovare, quindi guardate bene dove mettete i piedi ed aguzzate la vista!!!! N.b. e' possibile (ed interessantissimo) anche trovare dei cerchi molto piccoli incisi in negativo su gesso, per avere un esempio guardate la foto a p157 dell'articolo di Davis: http://www.caves.org/pub/journal/PDF/V62/v62n2-Davis.pdf
Ringraziamo tutti gli speleo che ci hanno aiutato nella raccolta dei dati dei cerchi; una lista parziale e' sul lavoro di JCKS, e speriamo che questa lista si allunghi in futuro....
Come prima uscita dell?anno sono tornato alla Grotta Grande di Muro Pizzo, nei pressi di Monteleone Sabino, a ritirare la solita tavoletta sistemata per verificare la presenza o meno dei cerchi, è stata anche l?occasione per portare in grotta un po? di bimbi, giacché la grotta essendo orizzontale si prestava bene.
PARTECIPANTI: Stefano De Santis, Paola Fanesi, Filippo Camerini, Gaia Pellegrini, Stefano Bevilacqua, Rosa De Filippis, Giorgio Pintus, Matteo Liberati, Matteo Camerini, Iacopo Camerini.
Bimbi a parte che ci hanno rallegrato la giornata, abbiamo trovato la tavoletta rimossa dalla posizione originale, gli indizi raccolti rendono colpevole è un istrice che ha pensato bene di rosicchiare il nastro che delimitava la zona, facendo cadere il tutto.
Di cerchi non ne abbiamo trovati, forse proprio perché l?istrice non ce lo ha permesso, ma è molto più probabile, in base ai risultati nelle altre due precedenti grotte, che non si sarebbero formati comunque.
Quindi per quanto posso dedurne, i cerchi si formano in condizioni specifiche che dobbiamo ancora individuare, cosa che sembrava logica sin dal primo momento, valeva però la pena di tentare, il meccanismo invece lo abbiamo già descritto nel ?Notiziario N° 15? dello Speleo Club Roma.
PARTECIPANTI: Stefano De Santis, Paola Fanesi, Filippo Camerini, Gaia Pellegrini, Stefano Bevilacqua, Rosa De Filippis, Giorgio Pintus, Matteo Liberati, Matteo Camerini, Iacopo Camerini.
Come prima uscita dell?anno sono tornato alla Grotta Grande di Muro Pizzo, nei pressi di Monteleone Sabino, a ritirare la solita tavoletta sistemata per verificare la presenza o meno dei cerchi, è stata anche l?occasione per portare in grotta un po? di bimbi, giacché la grotta essendo orizzontale si prestava bene.
PARTECIPANTI: Stefano De Santis, Paola Fanesi, Filippo Camerini, Gaia Pellegrini, Stefano Bevilacqua, Rosa De Filippis, Giorgio Pintus, Matteo Liberati, Matteo Camerini, Iacopo Camerini.
Bimbi a parte che ci hanno rallegrato la giornata, abbiamo trovato la tavoletta rimossa dalla posizione originale, gli indizi raccolti rendono colpevole è un istrice che ha pensato bene di rosicchiare il nastro che delimitava la zona, facendo cadere il tutto.
Di cerchi non ne abbiamo trovati, forse proprio perché l?istrice non ce lo ha permesso, ma è molto più probabile, in base ai risultati nelle altre due precedenti grotte, che non si sarebbero formati comunque.
Quindi per quanto posso dedurne, i cerchi si formano in condizioni specifiche che dobbiamo ancora individuare, cosa che sembrava logica sin dal primo momento, valeva però la pena di tentare, il meccanismo invece lo abbiamo già descritto nel ?Notiziario N° 15? dello Speleo Club Roma.
PARTECIPANTI: Stefano De Santis, Paola Fanesi, Filippo Camerini, Gaia Pellegrini, Stefano Bevilacqua, Rosa De Filippis, Giorgio Pintus, Matteo Liberati, Matteo Camerini, Iacopo Camerini.
12/1/10 23:16:00,
SCR e il prestigioso Journal of Cave and Karst Studies »»
Photo: Cavallari Dal compagno di grotte e di ricerca Francesco Nozzoli
Carissimi spelei, scrivendo anche a nome di Stefano Bevilacqua e Luca Cavallari vi giro questa notizia: E' scaricabile (gratis!) dal sito di Journal of Cave and Karst Studies la pubblicazione che riassume il lavoro da noi fatto sui cerchi di grotta:
Il lavoro è un po tecnico (ed è in inglese) però può essere utile dare un'occhiata per capire che il fenomeno e' complesso, ma interessante e soprattutto che il futuro contributo di tutti gli spelei (anche i meno acculturati) può essere importante per avanzamenti in questo lavoro.
Infatti se vedete dei cerchi (sul pavimento) intorno a delle stalagmiti potete:
1) non pestarli e preservarli 2) fotografarli mettendo vicino qualcosa che faccia da scala 3) verificare se la stalattite e' attiva ed eventualmente quanto goccia al secondo 4) catalogarli assegnando un numero se sono più di uno e posizionandoli sul rilievo 5) Misurare il diametro minore (nel caso di ellissi) e distanza dalla stalattite (sul soffitto) (preferibilmente con distanziometro laser in bolla, ripetendo più volte la misura) 6) Se inviate i dati a noi, aggiorneremo un database con tutte le misure, ogni singola misura contribuisce a ridurre l'incertezza sui parametri che descrivono il fenomeno.
Tenete presente che i cerchi più piccoli misurati finora hanno diametro di circa 4 cm ed i più grandi di circa 50 cm quindi sono interessantissimi specialmente i cerchi più piccoli di 5 cm ed i più grandi di 40 cm, ma sono anche i più difficili da trovare, quindi guardate bene dove mettete i piedi ed aguzzate la vista!!!! N.b. e' possibile (ed interessantissimo) anche trovare dei cerchi molto piccoli incisi in negativo su gesso, per avere un esempio guardate la foto a p157 dell'articolo di Davis: http://www.caves.org/pub/journal/PDF/V62/v62n2-Davis.pdf
Ringraziamo tutti gli speleo che ci hanno aiutato nella raccolta dei dati dei cerchi; una lista parziale e' sul lavoro di JCKS, e speriamo che questa lista si allunghi in futuro....
Présents : Daniel CAVAILLES, Braam DE MOYER, Frédéric KAPFER, Nadège MARIOT, Jean GERAUD.
Excusés : Jean-Luc et Laurence BONDATY, Delphine CROUZIL, Yves LE MASSON,Albert HERNANDEZ, Dimitri MOURET, Lionel RUIZ.
Rapport Moral du Président :
Une année de plus vient de s?écouler, une année de plus ou plusieurs membres ce réunissent pour pratiqué leur activité de pleine nature, une année de plus d?inter club, une année de plus qui va aboutir au fête de fin d?année. AH ! Les fêtes, ah la bibine mais une année de plus ou une découverte de cavité ne s?est pas manifesté sur le plateau. Rien de terrible pour ma part, je vous rassure. Mais aimerions nous pas fouler des galeries nouvelles et vierges de noms ? Nous avons bien le potentiel, nous avons bien des explos qui nous attendent, des trous en cour de désob, il nous manquerait peut être aussi de concerter les personnes qui ont du flair ou assez de connaissance techniques ou hypothétiques du terrain. A quand la topo sur le pays Sault ? Demandons au motivés, demandons à nos anciens et faisons parler la poudre, à ce propos je nous rappelle qu?il y aurais 2 cavités à continuer le Carter Pélut et le wanawanyellow. Un peu de jeunesse est arrivé au club, ce serais dommage de ne pas leurs faire profité d?un peu d?exploration ou de classique dans des termes plus sportif.
Plusieurs paramètres nous ont déroutés de l?avancement des explorations, la position géographique de l?habitat des uns et des autres fait que cette année la coordination, le temps ou les priorités de chacun, l?organisation, les coups de fils nous ont manqué. Nous ont manqué pour nous réunir et ne nous ont pas permis de nous rassembler autant que l?année précédente. Je ne parle pas de manque d?activité de chacun, quoique que pour ma part celas n?est point mirobolant, mais d?activités des membres du club ensembles. Faut ?il y remédier ? L?épuisement de certain à taper dans la Bouniafle (boue très humide) acharnement non payeur devant une nature qui n?est pas prête à tous instant de nous livrer ces secrets béant !! Le changement de propriétaires du terrain d?exploitation de la forêt et les maintes conventions dont on doit pondre et faire pondre le tout intérêt de la pratique de la spéléologie. Je ne vais point mettre termes au paragraphe sans dire que nous avons du pain sur planche, après le pain blanc !
Donc résolution attenante au manquement du regroupement de nos membres qu?il est question d?apporter deux voir trois dates et l?organisation qui va de paire pour rassembler ce vilain monde (les dates sont notés par le secrétaire). Il nous faut aussi reprendre le matériel de progression dans sa totalité et notamment répertorier le matériel à réformer et à classer, des kit de portage cordes ou matos sont à acheter effectivement ces derniers sont dans un état lamentable voir plus certain n?ont plus de fond. Les amarrages serais aussi à regarder de près (dynema !) en bref il faut faire le point et avant les dates prévues de rassemblements. Le matériel de desob aussi, il faut se rendre compte de l?état général de ce matériel que l?on néglige parfois et en connaissance de causse au vu de la robustesse de ces appareils, mais rien n?est éternel. Je dis celas pour ne pas être pris un jour au dépourvu car ce dernier seras K.O, des batterie serais à vérifier.
C?est pour que les gents de qualité qui gravite autour de notre club et pour le club qu?il nous faut tenir au minimum des objectifs, car par faute d?attrait à venir on va prendre la crue alors je pense qu?il faut tenir ces objectifs à concrétiser.
Vous savais bien que le plaisir est toujours à la hauteur de ces préliminaires
Bonne fête de fin d?année et à l?année prochaine.
Denis.
Rapport financié:
Pour l'année 2009 nous avons eu les mouvements habituels qui sont les adhésions,licences et assurances du club et de ses membres. J'ai également mise la liquidité du club soit 500? en compte. Les seules dépenses supplémentaires du club ont été : l'apéro de Assemblée générale 2008 qui s 'élève à 58,15? Achat papier, encre,enveloppes et timbres qui s'élève à un total de 32? Achat bricodépôt de 3 pinceaux et fil électrique d'un montant de 14,15?
Au nivaux des rentrées d'argent nous avons eu : Le défraiement des journées accrobranches du 9 et 10 Août 2008 à Fontestorbes qui étaient de 1000? et dont on à reversé 400? à Spel et eaux (Lionel) pour ses services. Subventions du montant de 100? venant de la commune de Bélesta.
Le bilan des comptes est à la date du 31/10/2009 pour les espèces, de 58,72? et pour le compte en banque de 3274,17?.
L'adresse du Club reste à St Colombe sur l'hers se qui n'est pas gênant car la mairie fait passé les courriers à Braam.
Formation de Jeunes, sur Camon il y a de la demande pour faire une initiation spéléo car certaines personnes semblent vraiment motivé (petit message pour notre nouvelle initiatrice et notre nouveau moniteur).
Convention forêt de Bélesta: Il faut faire deux conventions une convention pour l'utilisation de la Forêt de Bélesta et une autre convention pour l'utilisation de la Maison du Garde.
Mise en place d'un calendrier 2010 :
-23 et 24 janvier : weekend club SSP en Ardèche avec Elsa... -Vendredi 5 Mars : Réunion club SSP avec sortie a définir surement sur le Minervois. -Dimanche 28 Mars : SSF certainement Minervois : Sallèle Cabardès. - 24 et 25 Avril : weekend club avec sortie et réunion SSP sur la Forêt de Bélesta. -Samedi 5 juin : SSF Forêt de Bélesta . -Samedi 11 sept: SSF : CT, gestion, chef d'équipe... -3, 4 et 5 sept. : weekend dans le Vercors avec au programme le Berger... -25 et 26 septembre : weekend club avec sortie et réunion SSP sur la Coume. -16 et 17 octobre : Barnum SSF -Vendredi 5 novembre : Assemblée Générale SSP
Matériel à acheter : Kit, amarrages complet : nat, anneaux (plafond), dynéma.... Voilà le compte rendu de l'AG, le bureau vous souhaite de passer de bonnes Fêtes et vous dis à très bientôt. Read more...
24/12/09 09:20:55,
Patagonia e Tepui, le prime spedizioni del 2010 »»
SCHEMA NEWSLETTER Programma spedizioni 2010 Inizia l'organizzazione delle campagne esplorative per il nuovo anno. Il primo progetto esplorativo si muover verso Read more...
20/12/09 10:10:00,
Gianni Parla di Speleologia a TCA »»
Guardate TCA domenica 27 dicembre alle 19:30 Gianni parla di Speleologia
10/12/09 20:39:00,
Campanya d'exploració 2009 SIS DEL CET (Terrassa) »»
Massís Central de Los Picos de Europa, Valle de las Moñetas (Sotres, Asturias).
Durant els últims anys de campanyes al Valle de las Moñetas, s'han revisat cavitats ja explorades per l'Spéléo Club Alpin Languedocien (SCAL) de Montpellier, i cavitats explorades per la sis en antigues campanyes. Actualment es fa difícil trobar noves cavitats de certa envergadura, tot i que sí s'han trobat avencs de 20, 30, 40m de profunditat. El més profund que ha trobat la sis en aquests últims quatre anys ha estat HL-54, amb -88m, l'any 2006. Aquesta cavitat ja estava instal·lada amb spits quan la vam explorar, suposem que la van instal·lar els francesos, tot i que no hi ha cap topografia ni referència en la seva memòria d'exploracions al Valle de las Moñetas.
El grup francés SCAL va estar treballant la zona desde mitjans dels 60' i fins a principis dels 80'. La zona va començar a ser explorada per la sis l'any 1984. La troballa més important de la sis, d'aquests anys de campanyes ha estat la Torca'l Mogu amb -594m de profunditat.
Aquest any teniem ganes de nous reptes i els hem posat en pràctica. Ens vam proposar instal·lar de nou la Torca'l Mogu fins a -594 per tal de revisar-la. Així doncs, la sis enguany ha fet un inter-club amb el grup POLIFEMO (Oviedo) i GES Montañeiros Celtas (Vigo) per assolir l'objectiu. S'ha portejat material tant al campament com a la Torca'l Mogu per tal d'accelerar l'exploració. El resultat ha estat molt positiu, amb set entrades s'ha instal·lat de nou tota la cavitat. La coordinació, l'esforç i el bon tarannà del grup ha estat la clau de l'èxit. La cavitat resta equipada per la propera campanya, en dos o tres dies es podrar instal·lar les cordes que han quedat recollides a la capçalera dels pous, i començar a fer escallades en finestres que ja tenim locallitzades.
L'altre cavitat important que ha estat explorada en el 2002, 2008 i l'actual 2009 (després del 2003 no es van realitzar campanyes fins al 2006), i que pren importància enguany és la Sima del Cueto de la Cuadra. Aquesta cavitat ja va ser explorada pel grup SCAL amb la col·laboració del grup SCC l'any 1978, però no hi ha cap topografia publicada. És la SIS amb la col·laboració de la UEC de Mataró que `publica la primera topografia en el 2002. La cavita es caracteritza en tenir un gran pou de 180m i un diàmetre de fins a 8m. Cap als 120m es redueixen les dimensions del pou lleugerament. Un cop s'arriba a la base d'aquest pou comença una galeria meandriforme extremadament estreta on es fa molt difícil el pas. Només els exploradors més prims i preparats per aquests tipus de cavitats són capaços d'avançar. Durant el 2008 i el 2009 s'ha estat explorant aquesta galeria, però ha estat aquest any quant realment s'ha vist que la cavitat continua. S'ha trobat un nou sistema actiu que prové d'una altre cavitat, a partis d'aquest punt s'ha davallat un pou de 23m i resta un d'entre 30 i 40m per explorar.
Aquest any també s'ha entrat a revisar la Cueva de San Juan de la Cuadra, trobada i explorada pels francesos l'any 1977. L'any 2002 es va trobar un nou pou de 25m amb una profunditat estimada de -63m . Va ser aquest mateix any quant es va fer la connexió entre la Cueva de San Juan de la Cuadra i la Sima del Cueto de la Cuadra (UEC Mataró-SIS Terrassa). Aquest any hem tornat a entrar per corroborar la connexió física entre les dues cavitats ja que en aquell moment la connexió es va fer per topografia, no es va davallar el pou de 25m. Sembla doncs, que les dues cavitats no connecten i a més resta per davallar el nou pou on a partir d'aquest s'intueix continuació. Resta per la propera campanya l'exploració d'aquesta nova zona.
S'han trobat també noves cavitats, a priori de poca importància, batejades com E-11 (-40m) i JI-61 (-27m). En l'E-11 cal revisar bé una galeria i els fons de la cavitat.
En la propera campanya
2010, intentarem entrar i seguir explorant la Torca'l Mogu, la Sima del Cueto de la Cuadra i la Sima de San Juan de la Cuadra i l'E-11, entre altres nous objectius que han sorgit de l'actual campanya. Així doncs, estem més motivats que mai, esperem que els dos grups que han col·laborat amb la SIS durant auqesta campanya, també ho puguin fer la propera campanya al Valle de las Moñetas.
Esta actividade foi mais um convívio entre espeleólogos do NEALC, mas é claro que a família de espeleólogos estende-se, e como tal convidamos todas as associadas a comparecer se assim o entendessem. O objectivo era demonstrar e praticar formas de progressão e equipagens que não se faz com regularidade, e como é possível praticar sem ser em ambiente de cavidade, organizamos desta forma uma actividade que desse para realizar de forma mais visível e porque não também mais segura.
Posso dizer que foi um excelente fim-de-semana, passado na companhia de gente que gosta de andar pendurado e além disso, pessoas com carácter e espírito de aventura. Podemos fazer muita coisa para a evolução da espeleologia, explorar, topografar, registar etc... mas também podemos promover, desta forma estamos a criar visibilidade para quem de espeleologia muitas vezes só ouviu falar e pouco, vamos abrir uma porta para quem quer pertencer a família de espeleólogos mas que muitas vezes não sabe como aparecer nem onde procurar. Assim poderemos estar a ?criar discípulos?, que serão os espeleólogos do amanhã. É necessário deixar o nosso legado entregue a verdadeiros espeleólogos.
Orlando Elias no comando da destruição
João Moutinho e Joaquim Silva a rebentar com tudo
Mario Matos em "Esforço"
Uma tecnica ligeira
Tarde de Sabado
E não podia deixar de ser, o café por conta da "casa", tem de haver sempre, e o dia tambem exigia algo quente...
Os Presentes:
Alto relevo:José Silva, Beatriz Silva, Sandra Sousa, João Moutinho, Tiago Macedo, Pedro Aguiar, Joaquim Silva, Ricardo Tavares, Gonçalo Azevedo e Jorge Rego.
AES: Alvaro Jalles e Margarida Jalles.
NALGA: Paulo Rodruiges.
NEALC: Orlando Elias, Orlando António, Sergio Alves, Mario Matos e André Gaspar. (Vitor Figueiredo não encontrou o caminho, e o Carlos Lemos teve uma impossibilidade de última hora...tás perdoado...)
Programa
Dia 21 Sábado(manhã): Técnicas de desobstrução; Sistemas de Comunicação; Sistemas de desmultiplicação 1:3 e 1:4.
Dia 21 Sábado(tarde): Técnicas de equipagem avançadas; Técnicas de Escalada em Grutas; Técnicas de Progressão avançadas; Passagens áereas -Progressão em tectos; Rappel Guiado; PassaBlocos.
Dia 22 Domingo :Saídas as majestosas cavidades do Maciço.
17/11/09 17:46:35,
IL CARSISMO NEL PARCO DEGLI IBLEI Seminario, forum ed escursioni in grotta ? Siracusa 28-29 novembre, Palazzo Impellizzeri »»
Appuntamento da non perdere, per tutti gli appassionati, geologi, biologi, naturalisti ed escursionisti, quello dei giorni 28 e 29 novembre 2009 a Siracusa, Pallazzo Impellizzeri, per l’evento “Il Carsismo nel Parco degli Iblei”, organizzato da AGEOSIR (Associazione dei Geologi della Provincia di Siracusa) e CIRS Ragusa. La manifestazione, strutturata con un seminario, un forum e visite alle grotte Monello e Chiusazza, si prefigge di approfondire un aspetto ancora poco conosciuto del nostro territorio riguardante i fenomeni carsici, agenti sin dalle prime fasi di emersione del Plateau Ibleo, alla fine del Miocene, responsabili per buona parte della genesi delle più spettacolari e suggestive morfologie fisiche che oggi contraddistinguono e rendono unico il paesaggio ibleo (canyon, valli fluviocarsiche, gole, marmitte, karren e, non ultime, le cavità carsiche). Seminario, quindi, nel corso della mattina del 28 novembre su morfologie carsiche, speleogenesi e problematiche di stabilità in presenza di vuoti carsici, quindi sessione pomeridiana in apertura con alcuni video (in anteprima un trailer sul Parco degli Iblei) cui farà seguito un forum con interventi sulle tematiche di valorizzazione e tutela del paesaggio naturale più in generale. Da non perdere, infine, nella giornata del 29 le visite alla Grotta Monello e Chiusazza, fra le cavità più interessanti e affascinanti originatesi nel cuore dell’auspicato Parco degli Iblei.
7/10/09 13:27:51,
Nuove dall'Erdigheta (versione di Paolo) »»
"Matrix. Ti interessa sapere di che si tratta? Che cos'è? Matrix è ovunque. È intorno a noi. Anche adesso, nella stanza in cui siamo. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore. L'avverti quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse. È il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità. Quale verità? Che tu sei uno schiavo. Come tutti gli altri, sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre, che non ha mura, che non ha odore. Una prigione per la tua mente. Nessuno di noi è in grado, purtroppo, di descrivere Matrix agli altri. Dovrai scoprire con i tuoi occhi che cos'è..." E io continuerei: Dovrai sperimentare da te, con le tue sole forze cosa significa scendere giù all'Erdigheta, strisciare per un meandro stretto, fangoso, infinito e ritrovarti davanti ad una condotta merdosa, allagata e che ti chiama e ti dice con forza, dai se hai coraggio supera la frontiera! Passa ancora una volta il limite, sperimenta l'ignoto, in un viaggio profondo, un viaggio dentro i meandri della tua psiche, nel tentativo di capire qualcosa di più di te, dei tuoi limiti, delle tue origini, del tuo essere dentro le viscere della montagna... A decidere di guardare in faccia alla realtà siamo in 3: io, Valerio Olivetti e Luigi Russo, tre pazzi, incoscenti, folli!!! Eppure, dal rilievo sembrava semplice, si trattava solo di scendere giu al ramo Matrix dell'Erdigheta, passare uno pseudo-sifone e proseguire le esplorazioni nella speranza di intercettare un mitico affluente che parlasse di acque dal vicino abisso Consolini e scivolare poi giu nei fantasmagorici vuoti sotterranei al di sotto di Pian della Faggeta... Che film che mi sono fatto?? Che c'era in quella sigaretta che m'avete passato?? I rilievi, managgia ai rilievi!! Mi fregano sempre, quando sto fuori, a casa seduto su un comodo divano, come ti inculano! Sono proprio una grande fregatura ed invece di fissarli e sognarci sopra, dovremmo sempre ricordarci che il rilievo è solo uno stupidissimo ed insignificante disegno, una trappola, assolutamene incapace di rappresentare, comunicare le difficoltà, l'impegno, la fatica che necessitano per la progressione in grotta... Entriamo alle 8 di sera e ci catapultiamo giu al fondo, sudo come un maiale, il sudore gronda dalla fronte, sono fracico, daltronde si striscia nello stretto, passaggi alti su meandro, sacco sempre ben stretto in mano, passiamo casa Baggins, i tre salti Grazia- Graziella e Graziealcazzo, poi è la volta di Strittola il tremendissimo meandro di Matrix! Si passa quindi a Sognando California sempre meandro stretto, fino ad arrivare alla Sala Cavalli e poi al Bivacco, un'ambiente reso piu umano, sarà perche ci sono materiali, fornelletto, cibo e ben due succhi di frutta però con scadenza 2002, ci rendiamo conto che di fuori il tempo passa ed a nessuno è più tornata la voglia di rivedere questi posti... L'ultimo tratto di meandro è sempre stretto (una costante...) ma adesso si aggiunge un'altra difficoltà, la fanga! E' un duro colpo per la psiche... per non scivolare non posso fare altro che strusciare per bene sulle pareti del meandro e cosi mi riempio di uno strato di fango, quello bello appiccicoso che mi appesantisce terribilmente la tuta e non gli permette di traspirare, questo significa che il freddo entrerà nelle mie ossa e non mi lascerà più, cazzo!! Arriviamo allo pseudo-sifone, una condotta allagata. Ci siamo! Il posto non è invitante, si affonda su uno strato di latte di monte e bisogna procedere a carponi nella merdazza, poi la volta si abbassa, ci si deve immergere nell'acqua ed inchinarsi per passare dall'altra parte, è il limite dell'ultima esplorazione... Mi accorgo che Valerio e Luigi mi fissano, mi guardano in silenzio, cosa vorranno da me? Cazzo!! Sono l'unico ad aver portato con sè la muta! Sapevo che per andare a vedere quel postaccio non c'erano alternative, però ora mi maledico, quanto avrei desiderato aver lasciato anch'io la muta fuori e aver portato solo calzamaglia e maglietta, così era sicuro che battevamo in ritirata! Non ho alternative, procedo con un desolato spogliarello e mi infilo la muta, poi mi diriggo verso la pozza, il passaggio è semplice, ci sguazzo dentro, poi ancora un altro con la volta bassa, poi la condotta si alza, ci si mette in piedi e riparte il meandro, grido agli altri che vado a dare un'occhiata, percorro un tratto di meandro fino ad affacciarmi su un pozzo sarà una decina di metri, ma bello largo e perfettamente rotondo. Mi prende l'entusiamo, la grotta si allarga e continua! Torno indietro, avviso gli altri. E' ora di andare ad esplorare!! LARGO AGLI ESPLORATORI!!
El pasado mes de septiembre pudimos leer en el periódico de los buceadores - Buceo XXI, un artículo dedicado a la "Expedición Pozo Azul 2009", el cual recoge los pormenores de esta nueva exploración y una cronología desde la primera incursión en 1964 hasta nuestros días.
El pasado domingo día 20 de septiembre, El Correo de Burgos (El Mundo) difundió los resultados obtenidos en la campaña de exploración 2009, realizada en El Pozo Azul de Covanera, Burgos - España.
Jason Mallinson presento los resultados obtenidos en la ?Expedición Pozo Azul 2009?en el congreso nacional Hidden Earth 2009, que se organizó del 25 a 27 de septiembre en Churchill (North Somerset).
16/9/09 15:43:28,
20° CORSO DI SPELEOLOGIA ? 1° Livello »»
Viaggio nel favoloso mondo sotterraneo con il 20° Corso di Speleologia
Partirà il 3 ottobre il 20° Corso di Speleologia, di primo livello, organizzato dalla Scuola di Speleologia Iblea del CIRS. Il corso vuole costituire per i partecipanti un viaggio iniziatico nell?affascinante mondo della speleologia, ultimo angolo del nostro pianeta ancora per buona parte da scoprire. Al riguardo, il programma (la cui brochure è scaricabile qui) prevede una parte teorica e una tecnico-pratica: la prima riguardante alcune discipline, quali la geologia, il carsismo, la biospeleologia e la topografia ipogea, la trattazione delle quali ha lo scopo di fornire una conoscenza di base del mondo carsico sotterraneo e dei suoi molteplici fenomeni; la seconda si prefigge, per passi successivi con palestre di roccia ed escursioni in grotta, una conoscenza delle tecniche di base di progressione, in sicurezza, di cavità via via più complesse (sia orizzontali che verticali). Il corso prevede: un minimo (10) e un massimo di iscritti (30); una durata di un mese (strutturato in 5 incontri teorici e 5 pratici) e, in conclusione, il rilascio di un attestato di partecipazione per gli iscritti. Considerati i tempi al quanto ristretti, gli interessati sono invitati a scaricare il programma con tutte le notizie inerenti il corso e a contattare al più presto il CIRS (info@cirs-ragusa.org) tramite gli indirizzi forniti.
Complejo Kárstico de Ojo Guareña Martín Burgui explorá 330 m en el "Sifón Profundo"
Exploración "Sifón Profundo"
12 septiembre 2009
El Complejo Kárstico de Ojo Guareña ha sido horadado por los ríos Trema y Guareña. El "Sifón Profundo" ubicado en La Torcona - Sima de Villallana (Sector Resurgencia), prodría ser la clave para la exploración del Trema subterráneo. Ya se ha explorado un amplio conducto 505 m / -70 m.