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Già un paio di anni fa avevamo avuto modo di apprezzare la travolgente bellezza di un altro di quei percorsi che solo la penisola sorrentina è in grado di donare al viandante che porti in sé un pizzico di curiosità e poche gocce di spirito d'avventura: la passeggiata a Punta Campanella. In quell'occasione percorremmo la via classica (strada Punta Campanella) che da Termini (Massa Lubrense), tutta in discesa, conduce direttamente a quel capo che chiude a sud il golfo di Napoli. Il percorso costeggia il crinale nord-ovest dell'estrema propaggine dei Lattari e scende verso il mare mostrando tutta la bellezza di Capri e dei suoi Faraglioni, così vicini che si ha quasi l'illusione di poterli toccare. Le forti sensazioni legate alla magnificenza di questo percorso e la struggente poesia scolpita nel marmo in memoria delle vittime della frana del '73 sono già state raccontate con le immagini della gallery dedicate a “Punta Campanella”, oggi invece vogliamo descrivervi l'escursione che ci ha visto intraprendere un percorso alternativo che, se ben più faticoso, riesce a donare emozioni molto più forti con scorci panoramici di ancor più estrema bellezza.

A Punta Campanella passando per San Costanzo

Il tracciato di quest'escursione è un anello che partendo sempre da Termini sale alla chiesa di San Costanzo (sull'omonimo monte) per poi percorrere prima il crinale sud sud-est della parte terminale dei Lattari e poi la cresta che degrada verso Punta Campanella, condizione che permette la vista contemporanea su entrambi i golfi di Napoli e Salerno. Ecco la descrizione di questa magnifica giornata settembrina.

Venerdì 11 settembre, ore 8:00, un sole ancora incerto comincia a fare capolino tra le nubi e i primi raggi duellano con la foschia del mattino quasi a voler studiare l'avversario prima dell'attacco decisivo. L'esito di questa disputa non è scontato e nulla fa presagire l'evoluzione meteo della giornata...tutto è ancora possibile. Parcheggiamo il fido fuoristrada (quota m 323) poco prima della piazzetta di Termini, organizziamo le attrezzature, carichiamo gli zaini in spalla e via prima al solito bar per una energetica colazione e subito dopo in marcia per la nostra nuova avventura.

Dopo un brevissimo tratto in discesa raggiungiamo l'incrocio con strada Punta Campanella (quella che percorreremo al ritorno) che lasciamo alla nostra destra per proseguire in salita prima lungo la strada e poi con la scalinata che taglia i tornanti con un andamento quasi rettilineo in direzione sud. Dopo circa 500 metri raggiungiamo l'incrocio con il sentiero (CAI 300) (UTM WGS84 - 33 T 444228 4492777), quello che poi ci porterà fino alla Punta Campanella, mentre a sinistra un tratto rettilineo ancora in salita conduce alla chiesa di San Costanzo (m 486) (33 T 444426 4492825) dove ammirare la sottostante baia di Nerano, lo scoglio dell'Isca, Li Galli e la lunga sequenza di calette e promontori, caratteristici della Costiera Amalfitana, che si perdono nella nebbia del mattino.

Tornati al bivio imbocchiamo il sentiero CAI 300 che costeggia la pineta di san Costanzo, aggira da sud la cima del Monte Santa Croce (m 497), mantenendosi circa 50 metri più a valle, ricalcandone prima il versante sud (quello sulla Baia di Jeranto) per poi proseguire lungo la cresta che declina verso il mare aprendo la visuale contemporanea sia sul golfo di Napoli sia su quello di Salerno per terminare con la Torre Minerva sull'estremità di Punta Campanella. Il sentiero, anche se stretto e tortuoso, è abbastanza evidente e difficile da perdere.

Come detto all'inizio di questa storia non era la prima volta che raggiungevamo questo luogo ma ora lo scopo finale dell'escursione era diverso, dovevamo individuare e, se possibile, esplorare la Grotta delle Sirene. Avevamo sufficienti informazioni sull'ubicazione dell'antro e quindi è stato abbastanza semplice individuare ed imboccare lo stretto spacco nella roccia che con ripidi balzi conduce fino al mare. E così, dopo una breve arrampicata, prima un “pozzo di crollo” e successivamente l'accesso vero e proprio ci ha introdotto ad una grande sala che termina con uno stretto e franoso cunicolo in salita. Il cunicolo, e quasi certamente l'intera grotta, è impostato lungo la stessa frattura che abbiamo attraversato in superficie per accedere al livello del mare. Per questo motivo in molti punti è presente una sorta di “breccia di frizione” cementata come è caratteristica tra le superfici di faglia. Proprio per questo motivo, probabilmente anche accentuato dall'erosione marina, l'intera struttura è apparentemente poco stabile con massi, ciottoli e blocchi in precario equilibrio. La grotta presenta un secondo ingresso a nord di quello principale mentre il cunicolo terminale si spinge all'interno per una decina di metri lungo la linea di frattura. Terminata l'esplorazione un rilassante tuffo nelle ancora calde acque settembrine e un veloce ma sostanzioso spuntino ci hanno messo in condizione di affrontare la via del ritorno.

Come programmato per il ritorno non avremmo ricalcato i nostri passi ma percorso la meno impervia strada Punta Campanella che costeggia il versante occidentale della propaggine montuosa risalendo direttamente a Termini, senza passare per la cima del Monte San Costanzo, con un risparmio di circa 160 metri di dislivello. Ma le sorprese non erano finite. A circa metà della salita abbiamo incrociato una squadra di operai al lavoro, intenti nella stesura di una “polifera” per passaggio cavi propedeutica alla realizzazione di una nuova pavimentazione stradale. In un primo momento, devo dire senza molta convinzione, ci è stato chiesto di tonare indietro ma alle nostre rimostranze motivate anche dalla mancanza di cartelli di avviso dell'interruzione stradale posti all'inizio del sentiero e forse anche dalla evidente fatica stampata sulle nostre facce, abbiamo trovato un punto di accordo e con una discreta dose di acrobazie siamo riusciti a superare l'ostacolo della ancora fresca colata di cemento del massetto stradale. Più a monte, poco oltre la targa commemorativa delle vittime della frana del '73, sul cancello che chiude il cantiere e di fatto la strada, un cartello informa sull'interdizione anche al transito pedonale fino al febbraio 2016.

Morale: se mettete in programma questa escursione sappiate che sarete costretti al rientro ripercorrendo la medesima strada dell'andata, il sentiero CAI 300 ripassando per Monte San Costanzo.

Al termine della salita è stato un vero toccasana la sosta presso il piccolo bar a conduzione familiare ubicato proprio nei pressi dove il cerchio del nostro giro si è chiuso (33 T 444142 4493347) e dove è stato possibile riacquistare energia bevendo una lunga serie di premute di arancia e gustando un delizioso gelato al limone tutto frutto dei prodotti locali.

Alla fine di questa giornata avremo percorso circa 8 km, superato dislivelli per circa 500 m (sia in ascesa sia in discesa) il tutto impiegando circa 5 ore comprese le soste per fotografie e video riprese.

La traccia GPS e i waypoint per programmare in autonomia la vostra escursione: Termini - San Costanzo - Punta Campanella - Termini

Le foto dell'escursione: A Punta Campanella passando da San Costanzo

Il video realizzato nel 2013 - Il sentiero di Punta Campanella

Ed il più recente, "Terra di Sirene"

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