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Dopo circa un anno siamo tornati sui monti Picentini dove, per le difficoltà di collegamento e la particolare impervietà di quelle terre, si celano piccoli “tesori” di rara bellezza naturalistica e di interesse storico-antropologico. La meta di questa escursione è stata la “Miniera di Ittiolo” localizzata nel territorio di Giffoni Valle Piana.

Prima di descrivervi l'escursione vogliamo informarvi sull'ittiolo, un unguento medicamentoso che si ottiene dalla lavorazione degli scisti bituminosi ricchi di fossili marini presenti nelle rocce di quest'area. La pomata di Ittiolo, per la sua azione antisettica, è particolarmente adatta nella cura delle infezioni su ferite ed è stata utilizzata per oltre un secolo (dai primi dell'ottocento fino alla metà del novecento). La sua produzione è terminata con la comparsa sul mercato del mercurio cromo che possiede le medesime qualità curative ma è di più conveniente realizzazione. Le ultime estrazioni sono avvenute durante la seconda guerra mondiale in quanto l'esercito tedesco la produceva per la cura delle ferite dei propri soldati.


L'imbocco del sentiero 169 dalla Strada Provinciale 25 Giffoni - Serino (click per ingrandire)

Per raggiungere le miniere abbiamo percorso il sentiero (CAI 169) che parte a circa 12 km da Giffoni Valle Piana lungo la Strada Provinciale (SP 25 Giffoni-Serino). L'imbocco al sentiero, che si apre a quota 792 sul lato destro della strada, è immediatamente riconoscibile: due muretti in pietra separati da altrettante colonnine alte poco più di un metro e un grosso cubo in calcestruzzo compongono la porta di accesso del sentiero (coordinate UTM WGS 84 - 33 T 493549 4514422). Sul lato opposto della strada è possibile lasciare l'auto in una piccola area di parcheggio sterrata. Subito dopo l'entrata un ponticello di legno e ferro consente lo scavalcamento di un corso d'acqua (Acqua delle Radiche) superato il quale si nota sulla sinistra un primo “saggio di scavo” (tentativi infruttuosi di reperire la materia prima per la realizzazione dell'unguento) nelle immediate vicinanze della struttura industriale di lavorazione. Poco oltre, sul lato destro, una deviazione conduce ai ruderi dell'antico opificio di trasformazione, al torrente e ad ulteriori poco profondi saggi di scavo. La visita ai ruderi dell'antica fabbrica con i suoi muri crollati e l'ancora intatta torre-fornace permette di realizzare scatti fotografici particolarmente affascinanti.

Da questo punto il sentiero, ben evidenziato dai segnali CAI e da alcuni tratti di balaustra in legno, inizia la salita verso il “Varco del Patanaro” (quota m 938) che rappresenta l'incrocio con il sentiero (169A). Sulla destra (direzione sud-est) dopo un centinaio di metri, si raggiunge il “casone”, edificio di servizio delle miniere che recentemente è stato ristrutturato ed adibito a “rifugio” per gli escursionisti. La struttura era comunque chiusa. Sempre dal “Varco del Patanaro” proseguendo in discesa (direzione nord-ovest) si attraversa la faggeta seguendo un ruscello. Il percorso diventa meno agevole, in alcuni tratti scivoloso e meno evidente per la diminuita intensità della segnaletica CAI che comunque è presente. Dopo circa 800 metri, sulla destra, alla base di una parete rocciosa, si individuano i tre accessi alla miniera. L'ingresso più agevole è quello centrale in quanto quello a monte è parzialmente ostruito da accumuli fangosi e quello a valle è in parte allagato. Le labirintiche gallerie della miniera si sviluppano su più livelli e sono comunque percorribili senza l'ausilio di particolari attrezzature ma, in ogni caso, è consigliabile l'uso di un caschetto. Durante la visita è conveniente porre attenzione a quei tratti dove le antiche travi in legno poste a sostegno delle volte sono marcite e crollate. La miniera è la tana di una numerosa colonia di pipistrelli che bisognerà accuratamente cercare di non disturbare specie nel periodo del letargo invernale.


L'ingresso della miniera dall'interno (click per ingrandire)

Il percorso (dati relativi alla sola andata, il ritorno è l'inverso) è lungo circa 1,8 km con un'ascesa di metri 150 e una discesa di metri 120 e si percorre comodamente in poco più di un'ora.

Di seguito il link per scaricare la traccia GPS: Dalla SP 25 alle miniere di ittiolo

Le fotografie dell'escursione: Le miniere di ittiolo

Il video: La Miniera di Ittiolo sui monti Picentini

Buona visione!

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